LA SCALATA DEI FURBETTI
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fonte:
- Il Manifesto
MILANO Nel 2005 le manovre incrociate sulle banche Bnl e Antonveneta fecero tremare l’intero sistema finanziario ed editoriale italiano. Poco più di quattro anni dopo inizierà il 1 febbraio davanti alla prima sezione penale del tribunale di Milano il processo al tentativo «occulto» di scalata della Banca nazionale del lavoro (poi acquistata dai francesi di Bnp-Paribas) da parte della «rossa» Unipol. Sono stati rinviati a giudizio ieri 28 protagonisti su 45 imputati di quell’operazione, tra cui l’ex amministratore delegato della compagnia assicuratrice Giovanni Consorte. A giudizio ci saranno nomi importanti. Oltre a Consorte e al suo allora braccio destro Ivano Sacchetti, saranno giudicati anche l’ex governatore di Bankitalia Antonio Fazio, l’ex capo dell’area vigilanza di via Nazionale Francesco Frasca, gli attuali presidente e direttore generale di Unipol Pierluigi Stefanini e Carlo Cimbri e il finanziere bresciano Emilio Gnutti. E ancora una serie di banchieri, all’epoca presidenti o amministratori delle Popolari di Reggio Emilia, Vicenza e di Carige, i cosiddetti «contropattisti», tra cui gli immobiliaristi Stefano Ricucci, Danilo Coppola e Giuseppe Statuto, l’europarlamentare Vito Bonsignore (Pdl) e il costruttore ed editore Francesco Gaetano Caltagirone. Tra le società Hopa, la stessa Unipol e Deutsche Bank. Le accuse sono aggiotaggio e ostacolo all’attività degli organi di vigilanza e, per il solo Consorte, anche insider trading. Quest’ultimo reato viene contestato in relazione a un paio di telefonate intercettate con il senatore del Pd Nicola Latorre, che risalgono al luglio 2005 e nelle quali, come si legge in una memoria firmata dai pm Luigi Orsi e Gaetano Ruta, l’allora presidente di Unipol non era stato poi «così vago» in merito alle informazioni date al suo interlocutore sull’operazione. Tre invece sono stati i patteggiamenti ratificati: quello dell’ex amministratore delegato della Banca Popolare di Lodi Gianpiero Fiorani (sei mesi convertiti in circa 17 mila euro), quello dell’ex direttore finanziario Gianfranco Boni (2 mesi) e quello dell’istituto di credito lodigiano in qualità di ente (circa 228 mila euro). Prosciolti invece Marcellino Gavio, Alessandro Ghibellini e le banche Nomura e Credit Suisse. Parti civili già costituite, il Codacons, la Consob e la banca spagnola Bbva.
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