Il nucleare? ‘Santa Alleanza’ per urlare no
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fonte:
- Nuovo Molise
Ci sono Massimo Romano e Erminia Gatti ma non è solo l’Italia dei Valori ad scendere nell’arena di chi dice no all’installazione di una centrale nucleare in Molise. C’è l’ associazionismo che lavora a tutela del patrimonio ambientale del Molise, rappresentato dalla Falco, dal Meet Up di Beppe Grillo, da Fare Verde, dal blog Terza Pagina e dal Codacons. La comune matrice ambientalista, questo il motivo di una Santa Alleanza a tutela del Molise. L’obiettivo è certo difficilissimo da raggiungere. Convincere il Governo nazionale che il Molise (con tutte le sue Istituzioni) e i molisani di quella centrale non vogliono nemmeno sentire parlare. Sul tavolo della conferenza stampa le bozze di due ordini del giorno: con uno si intende impegnare il Governo Iorio a porre in essere tutte le azioni tese a scongiurare questa ipotesi. Massimo Romano fornisce l’assist: investiremo il presidente della Regione Molise di un mandato teso a formalizzare un ricorso per legittimità costituzionale. La domanda, semplice semplice, è questa: può il Governo passare sulla testa di una regione e decidere in perfetta solitudine che il Molise sia la terra ideale per ospitare una centrale nucleare’ «Siamo qui dice Romano a nome anche di Erminia Gatti non solo come rappresentante di un partito ma anche e soprattutto come cittadino: dopo il coro di no dei politici in merito a questo progetto del Governo nazionale, è il momento di produrre, in quanto Istituzioni, tutti gli atti necessari a portare avanti questa protesta sotto il profilo politico e legale. Queste proposte di deliberazione, una all’attenzione del Consiglio regionale e l’altra dei Consigli comunali che vorranno recepirla, vogliono accelerare la questione soprattutto alla luce dell’altra emergenza ambientale che si è affacciata sulla nostra regione: l’impianto eolico offshore al largo della costa. Non vorremmo continua ancora Massimo Romano con il solito aplomb che qualcuno in nostra vece decidesse di installare il nucleare. Invitiamo il governatore Iorio di un mandato del Consiglio regionale che intende eccepire ai provvedimenti goverativi sostenendo la dubbia legittimità costituzionale di una simile decisione. Non è pensabile che decisioni così invasive possano essere causate dall’alto senza alcun progetto di coinvolgimento». Non sarebbe di certo la prima volta che un’operazione del genere riesce. E il ri chiamo del consigliere regionale dell’Idv è assolutamente fondato: «leggo su alcuni giornali gli atti che riguardano l’inchiesta Turbogas», le similitudini sono parecchie. Oggi si deve dare ascolto ai molisani e la politica deve prendere atto delle decisioni dei molisani. Non può e non deve ribellarsi, a parole però. Alla conferenza stampa, che si è tenuta ieri mattina, c’era anche Fare Verde.I problemi relativi agli impianti nucleari sono quelli che si affrontano con più superficialità, quelli che non entrano nei dibattiti. «Manca la conoscenza del nucleare perché nelle case entra solo il messaggio relativo a presunte necessità di tali installazioni spiega con rigore Giancarlo Terzano, voce dell’associazione occorre aprire un dibattito serio e profondo perché quello di cui si parla è ancora contraddistinto da troppe superficialità che accompagnano la vicenda». Lapidario il commento sulla utilità delle nucleari. Antiquate, pericolose, costose. In più l’altra controindicazione: stroncano il discorso sulle fonti rinnovabili e alternative. E poi lo smaltimento delle scorie che sono pericolosissime, mortali. Un problema che non viene mai affrontato, «nonostante ci siano 50mila metri cubi di scorie da sistemare senza contare quelle nuove, che saranno prodotte». E non si devono dimenticare nemmeno i costi delle centrali nucleari, proibitivi, che potrebbero essere scaricati su quelli dell’energia. «Occorrono davvero delle serie programmazioni che non scarichino queste decisioni sulle generazioni future». E’ finito il tempo del ‘not in my generation’ avverte. Naturalmente poi i costi per il nucleare succhieranno il sangue ai fondi per le energie rinnovabili, si creerà una sorta di competizione che danneggerà l’altro tipo di energia, quella derivante dal fotovoltaico, dall’eolico (non selvaggio) e così via. «Germania e Spagna hanno intrapreso altre strade, questa è davvero un’avventura senza senso» dice con una punta di rammarico. Diversi e tutti interessanti i punti di vista espressi nel corso della conferenza stampa alla quale Erminia Gatti, elegante e raffinata in un tailleur dello stesso colore degli occhi, ha partecipando annuendo spesso. E quando prende la parola sottolinea come sia importante questa Santa Alleanza contro il nucleare. «Si tratta di raffozare la democrazia partecipata e partecipativa, dobbiamo unire le voci per far sentire l’unica voce. Quella dei molisani che non vogliono sia negata loro la possibilità di partecipare. Mi piace molto questo slogan e voglio farlo mio: meglio attivo oggi che radioattivo domani».
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