17 Settembre 2009

L’ inflazione torna a crescere

 Dopo un anno di ribassi, l’inflazione torna a crescere ad agosto. Secondo i dati definitivi diffusi dall’Istat, l’indice nazionale dei prezzi al consumo ha registrato un aumento dello 0,3 per cento rispetto a luglio e dello 0,1 per cento su base annua. L’Istituto nazionale di statistica ha rivisto le stime diffuse due settimane fa, che parlavano di un aumento dello 0,4 per cento su base mensile e dello 0,2 per cento su anno. Nell’ambito delle 20 città capoluogo di regione, gli aumenti tendenziali più elevati dell’inflazione (il cosiddetto "indice Nic") ad agosto si sono verificati nelle città di Napoli (+1,9 per cento), Trieste (+1,8 per cento) e Reggio Calabria (+1,3 per cento). Le variazioni più moderate hanno riguardato le città di Milano e Trento (-0,6 per cento per entrambe), Bologna e Firenze (-0,5 per cento), Aosta e Palermo (-0,4 per cento). Anche l’Eurostat, l’ufficio statistico dell’Unione europea, ha diffuso i dati dell’inflazione relativi all’Eurozona che ad agosto ha registrato un -0,2 per cento, mentre nell’Ue a 27 Stati membri ha segnato -0,6 per cento. Secondo il ministro Claudio Scajola, "sia pure ridimensionato rispetto alle previsioni delle città campione, il dato definitivo dell’inflazione di agosto conferma una lievissima ripresa dei prezzi che allontana il rischio di deflazione e che quindi conferma l’avvio di una sia pur timida ripresa dei consumi". Ripresa dei consumi, peraltro, che si è già registrata negli Stati Uniti. Ma le associazioni dei consumatori sono sul piede di guerra.  "Il fatto che il tasso di inflazione tendenziale torni a crescere dopo 13 mesi di ribassi, peraltro in un mese che solitamente registra un calo stagionale della domanda legato al periodo di vacanze, dovrebbe allarmare il governo", rileva il Codacons che paventa il rischio di una "stangata autunnale" per le famiglie, per cui "ai consumatori non resta che boicottare gli acquisti, partecipando alla manifestazione di protesta contro il carovita indetta per il prossimo 23 settembre da Codacons, Adoc, Adusbef e Federconsumatori". Per l’Adoc, in particolare, "è paradossale che nel settore alimentari si registri un nuovo aumento dei prezzi – commenta il presidente Carlo Pileri – nonostante il continuo calo dei consumi che Adoc stima al 5 per cento nel 2009". "E’ scandaloso l’aumento di pane e pasta mentre il grano viene pagato oggi agli agricoltori il 28 per cento in meno dello scorso anno" afferma anche la Coldiretti nel commentare i dati sull’inflazione che evidenziano una crescita tendenziale dei prezzi degli alimentari che "è, senza alcuna giustificazione, di nove volte superiore al valore medio dell’inflazione". Di fatto, per la massaia diventa sempre più onerosa la spesa per generi di prima necessità.
 

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