17 Settembre 2009

Canne smarrite: coppia di pescatori denuncia Alitalia

ROVERETO. Lui, pescatore agonista. Lei, appassionata pescatrice. In agosto sono partiti per una vacanza in Venezuela, tutta dedicata alla loro comune passione, ma arrivati all’Areopuerto internacional de Maquetìa Simon Bolivar a Caracas non hanno trovato i bagagli. Dopo due settimane senza attrezzature da pesca e vestiti, hanno fatto causa all’Alitalia chiedendo il risarcimento dei danni. La coppia lagarina era diretta a Los Roques, uno dei paradisi della pesca subacquea del Sudamerica, ma per sedici giorni non ne ha potuto approfittare. I due si sono ritrovati senza attrezzatura – noleggiarla in loco aveva costi proibitivi, dai 50 dollari al giorno in su – e anche senza il minimo indispensabile: gli effetti personali erano nelle valige disperse e così la coppia ha dovuto ricomprarsi almeno lo stretto necessario per vivere, dalle mutande allo spazzolino ai vestiti, viso che erano rimasti con gli abiti indossati alla partenza. Ogni giorno telefonavano al numero verde messo a disposizione per questo genere di disservizi e l’operatore cercava di rassicurarli: «Non vi preoccupate, i bagagli arriveranno». Nel frattempo, però, un giorno dopo l’altro, il monte spese aumentava a dismisura. E delle valige nessuna notizia. Intanto i giorni passavano, e la risposta era sempre la stessa: «Ci dispiace, riprovate domani». Alla fine della vacanza, per supplire alle necessità, avevano speso circa mille euro, documentati da scontrini e fatture che la coppia, con saggezza, ha raccolto in bell’ordine. Solo al momento di ripartire, le valige sono sbucate dal nulla e i due pescatori hanno potuto recuperarle all’aeroporto di Caracas, giusto in tempo per imbarcarsi sull’aereo alla volta dell’Italia. Risultato: vacanze rovinate per entrambi. Hanno speso una bella cifra per arrivare in Venezuela, senza potersi nemmeno godere le due settimane di pesca nell’oceano pregustate per mesi. Ne sono drivate frustrazione e rabbia, che non sono scemate al rientro in patria. Anzi.  La coppia, decisa a rivalersi sul vettore aereo che ha causato il disservizio (nello specifico, la compagnia di bandiera Alitalia), si è rivolta all’ufficio legale del Codacons, attaraverso il quale ha richiesto il risarcimento delle spese sostenute (comprovate dalla documentazione raccolta) e il danno esistenziale che deriva da una vacanza da dimenticare.
 

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