16 Settembre 2009

Intercity esce dai binaripaura ma nessun ferito il venezia-roma

 Le Fs minimizzano, i ferrovieri preoccupati: «Non c’è sicurezza»

 IL SINDACATO dei ferrovieri parla esplicitamente di "deragliamento". Le Ferrovie dello Stato fanno sapere che deragliamento non è stato ma un semplice "svio". Fatto sta che ieri, nel primo pomeriggio, l’Intercity 703 Venezia-Roma con trecento passeggeri a bordo, è uscito dai binari nel territorio comunale di Montallese, lungo il tratto di linea ferrata che collega Arezzo e Chiusi L’incidente è avvenuto in un momento in cui il convoglio procedeva a bassa velocità, «in regime di manovra», dicono le Ferrovie. Per cui i danni sono stati minimi. E soprattutto, per fortuna, nessuno si è fatto male. Ad uscire dai binari sono stati la locomotiva e la prima carrozza, comunicano i sindacati. Molta comprensibile paura, dunque, per i passeggeri che viaggiavano sul vagone di testa e che si sono accorti del treno che usciva dai binari. I passeggeri degli altri vagoni, dicono invece alle Ferrovie, non si sarebbero accorti di niente se non che il treno si è improvvisamente fermato. Subito dopo l’incidente, il convoglio, cui è stato sostituito il locomotore, è stato ricondotto alla stazione di Arezzo da dove ha poi proseguito per la capitale. Il traffico nella zona ha comunque subito una ventina di minuti di ritardo. Un incidente "piccolo", per fortuna, senza feriti. Ma che ha scatenato antiche polemiche sulla sicurezza del sistema delle ferrovie italiane, da tempo nel mirino dei sindacati e dei passeggeri. «Non si sa ancora se l’origine dell’incidente derivi da problemi al treno o al binario – fanno sapere alla rivista "ancora In Marcia!" del sindacato ferrovieri – L’area del deragliamento risulterebbe interessata da lavori di manutenzione su rotaie e scambi. Continuiamo ad essere preoccupati per la sicurezza ferroviaria poiché anche stavolta solo per caso non ci sono state conseguenze disastrose, considerando che su quei binari viaggiano i treni passeggeri e l’Alta Velocità».  Sulla vicenda è intervenuto anche Carlo Rienzi, presidente del Codacons: «Altro che due miliardi di euro per l’acquisto di treni nuovi, serve garantire la sicurezza delle carrozze in circolazione oggi!», ha detto. L’incidente di Chiusi, che si aggiunge ai 36 registrati nel nostro paese solo nel periodo giugno 2008-giugno 2009, aggiunge l’associazione dei consumatori, «dimostra come il trasporto ferroviario italiano necessiti oggi di interventi per evitare deragliamenti, svii e altri sinistri, e dimostra come le nostre critiche al piano presentato pochi giorni fa dalle Ferrovie siano più che fondate.  Appare chiaro – sostiene ancora il Codacons – come i controlli effettuati dall’ Ansf, l’Agenzia Nazionale per la Sicurezza della Ferrovie, siano insufficienti, e come serva potenziare l’attività di tale organismo che deve concentrarsi soprattutto sulla sicurezza dei treni che circolano sulle nostre rotaie». Intantop, proprio ieri, nel corso di un convegno ad Assisi, l’amministratore delegatodelle Fs, Mauroi Moretti, ha annunciato che è stato disposto un piano per ridurre l’inquinamento provocato dal servizio su rotaia. «Nei prossimi anni, attraverso investimenti per due miliardi di euro, contribuiremo a ridurre sensibilmente le emissioni di anidride carbonica e polveri sottili».

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