15 Settembre 2009

Al primo posto ci sono i primi ricorsi al Tar del Lazio promossi dal Codacons

Andando in ordine al primo posto ci sono i primi ricorsi al Tar del Lazio promossi dal Codacons, cui hanno aderito centinaia di precari rimasti senza lavoro a causa dei tagli nella scuola.  E’ un’azione legale tesa a contrastare i provvedimenti del Ministro Gelmini che secondo il Codacons «hanno penalizzato il settore della scuola e la qualità del servizio reso agli studenti e alle loro famiglie, con ripercussioni enormi sul fronte dell’occupazione degli insegnanti». E sempre dall’ Umbria sta per partire un analogo ricorso al Tar in favore delle famiglie, relativo al sovraffollamento delle scuole. Il numero di alunni per classe – sostiene il Comitato -, per legge non può superare i 25 alunni in ciascuna aula, invece ora si arriva a superare quota 30. Ciò rappresenta un rischio concreto per studenti e insegnanti, legato alla sicurezza delle classi, per le quali la normativa vigente prevede dei requisiti minimi di spazio per ciascun alunno ("per ogni persona (docente e alunno) presente in aula, deve essere garantita un’area netta di 1,80 metri quadri nella scuola dell’infanzia, primaria e secondaria di I grado e 1,96 metri quadri nella secondaria di II grado oltre ad una altezza minima di 3 metri"). Molte famiglie della regione hanno già aderito al ricorso contro il sovraffollamento delle classi. Per partecipare ad entrambi i ricorsi (precari e famiglie) – spiega l’associazione – occorre inviare una mail all’indirizzo ricorsoprecari@codacons. it, seguire le istruzioni che verranno inviate direttamente sulla mail, e iscriversi al Codacons.  E sempre in tema di sovraffollamento, il Codacons ha depositato un nuovo esposto a tutte le Procure della Repubblica territorialmente competenti per l’Umbria, e una diffida contro il Direttore Scolastico Regionale per «denunciano i rischi legati al diffondersi dell’influenza A nelle aule della regione in cui si supera il numero di alunni stabilito dalla legge». Sul tema influenza, anche in riferimento al rischio inerente l’attività scolastica, oggi si conosceranno le direttive dell’assessorato alla Sanità della Regione. Probabile che, come già annunciato a livello nazionale, eventuali decisioni per minimizzare i rischi (non escluse chiusure temporanee) saranno demandate ai dirigenti scolastici sulla base delle situazione che eventualmente si manifesterà nelle singole scuole. Intanto dalla Regione, per bocca dell’assessore all’Istruzione e al diritto allo studio, arriva un sostegno al personale precario della scuola che s’è ritrovato senza posto di lavoro. «La scuola – ha osservato tra l’altro l’assessore – è stata considerata come una spesa da tagliare e non come un investimento per il futuro del Paese. In Umbria c’è stato un taglio di 570 docenti e 220 unità di personale Ata, e non è stato riconfermato l’incarico annuale a 294 insegnanti e circa 180 Ata. E c’è preoccupazione anche per supplenze brevi, pochi il decreto approvato il 9 settembre dal Consiglio dei ministri garantisce risorse solo per le scuole che sottoscriveranno accordi. In questi giorni dovremmo formulare l’offerta scolastica regionale, da approvare entro dicembre per poi informare famiglie e studenti in tempo per effettuare le iscrizioni, ma senza riforma non siamo in grado di conoscere quali indirizzi scolastici potranno essere attivati nel prossimo anno scolastico». L’assessore regionale Prodi, che giovedì ha partecipato alla manifestazione di protesta organizzata a Perugia dai sindacati della scuola ha promosso una serie di incontri con i rappresentanti del coordinamento precari ai quali ha rivolto un saluto particolare. Comunque al di là dei problemi, l’assessore ha augurato a tutti un avvio di anno scolastico «all’insegna della serenità e del rispetto».
 

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