La rabbia e la delusione di Paolo Ruggieri “Non voglio arrendermi Continuerò la battaglia per il mio bambino”
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fonte:
- La Provincia Pavese
«E’ una battaglia che combatto per mio figlio, per un bambino al quale non danno neppure la pensione d’invalidità come cieco e per il quale ho fatto persino fatica ad ottenere il permesso invalidi per posteggiare… Andremo in appello, combatteremo non solo per lui e per il suo futuro, ma anche per gli altri bambini che devono ancora nascere. Lo so che sembrerà forte, ma mi chiedo: come faranno la prossime mamme a fidarsi ancora delle ecografie prenatali se non sono in grado di accertare le malformazioni?». Paolo Ruggieri, trentasette anni, ha il volto teso, non ci ha dormito per questa sentenza. «Ma come ha fatto il giudice a decidere così? Ma non ha figli?». A questo punto contesta tutto e tutti. A cominciare dai periti? «Uno di questi è residente nella stessa città di uno dei medici…», osserva ancora Ruggieri. Orgoglioso, non chiede aiuto: «Non ho bisogno dei soldi di nessuno, siamo in difficoltà a stare dietro al bambino, ma ce la faremo. Quello che vogliamo è un diritto: l’indennità di frequenza, la pensione di invalidità. Oggi come oggi ci arrivano soltanto settecento euro al mese, che per una situazione come quella di mio figlio non bastano mai. E su questi temi chiedo ancora al Codacons di sostenerci come ha fatto fino a ora». Ruggieri contesta ancora la sentenza: «Il nostro perito era stato chiarissimo, ma com’è possibile fare un’ecografia morfologica in diciotto minuti? Se vai privatamente ci impiegano almeno un’ora e poi ti consegnano un Dvd con tutta la sequenza delle immagini. Ma prima di tutto, dovevano dirci che l’ecografia non era in grado di accertare le malformazioni: in quel caso avremmo richiesto altri esami».
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