10 Settembre 2009

La spesa dei libri supera il tetto medio fissato

PERUGIA – La spesa dei libri supera il tetto medio fissato e, soprattutto, il budget familiare? Nessun problema da oggi c’è anche un sistema per assicurarsi testi senza spendere ma scambiandoli on line. Tutto questo grazie al portale www.codacons.net/librigratis attivato dall’associazione e che in Umbria ha già portato a concludere alcuni "affari". L’allarme sul caro scuola, del resto è stato lanciato da tempo con l’Adoc Umbria, ad esempio, che aveva messo in guardia le famiglie anche sul rischio di superare il tetto medio fissato per la scuola media secondaria di secondo grado. Le stime dell’associazione parlano di un superamento del 14,3% nel primo anno di liceo (335 euro), del 10,9% per gli istituti tecnici, del 9,2% per i professionali. «Alle medie inferiori – spiega Angelo Garofalo, presidente dell’Adoc Umbria – il primo anno comporterà una spesa di 310 euro, l’8,3% in più di quanto previsto dal ministero».  Più soft l’analisi del Codacons Umbria. «In media solo per i libri per ogni figlio si spende 250/260 euro – osserva la presidente regionale Carla Falcinelli – ma solo tirando la cinghia e rincorrendo le offerte. Per questo abbiamo attivato il portale "librigratis" ("Il sito attraverso il quale studenti e cittadini possono scambiare o regalare libri di testo usati") per dare una mano alle famiglie. Non è facile arrivare ai testi giusti, ma trovarne anche uno solo è già tanto. Nelle grandi città c’è più mercato ma il meccanismo sta partendo anche qui». Per accedere al database è sufficiente iscriversi scegliendo un nome utente e una password da utilizzare ogni ingresso nel sito. Sul corredo scolastico il consiglio di rito è quello di seguire molto le offerte e poco le mode che per l’Adoc Umbria possono portare a spendere (tra zaini, astucci, diari, quaderni e altri accessori) anche oltre 140 euro con un rincaro dell’1,8%. «Ma a saper scegliere e confrontare i prezzi tra vari punti vendita – aggiunge Garofalo – si arriva a spendere anche il 25-30% in meno». Al di là della spesa per la scuola, le preoccupazioni delle famiglie sono rivolte in generale sulla spesa e sui paventati aumenti di autunno con alcuni segnali della ripresa dell’inflazione già arrivati nei mesi di luglio ed agosto. I prezzi medi registrati da Osservaprezzi a Perugia, parlano di un generale contenimento rispetto a luglio 2008, ma non mancano le eccezioni e su circa 120 voci monitorate per una ventina di beni e servizi di prima necessità c’è da segnalare il segno più. La top ten degli aumenti vede in testa il riso (+15,75%), poi i fagiolini (+14,88), pomodori pelati in scatola (+14%), banane (+12%), carote (+11,6%), uova (+10,6%), detersivo in polvere per lavatrice (+10,4%), caffé tostato (+8,69%), sapone toletta (8,3%), tovaglioli di carta (+6,3%). Più cari anche pane, carne bovina e suina, parmigiano e stracchino. Tra i servizi, costa più otturare un dente e l’equilibratura gomme. E i listini dell’ultima ora lasciano a desiderare specie sul versante ortofrutta. «C’è incertezza sulla qualità e preoccupazione per i prezzi, troppo alti – aggiunge Falcinelli – un leit motiv andato avanti tutta l’estate. E parliamo di prodotti di stagione, dalle pere alle melanzane il cui prezzo non scende, rispettivamente, al di sotto di 2,50 euro e 1,50 euro al chilogrammo. Ci chiediamo cosa possa succedere quando compariranno le primizie di stagione». Rischio tensioni sui prezzi anche per le carni bovine e suine anche se in questo caso l’associazione punta il dito su un’altra questione. «E’ necessario che i prodotti venduti nei supermercati riportino anche la data di scadenza e non solo quella di confezionamento», rileva Carla Falcinelli. E visto l’ultimo resoconto dei carabinieri del Nas dell’Umbria c’è poco da scherzare in tema di conservazione e scadenze dei prodotti alimentari. «Nel caso della carne, siccome le confezioni vengono preparate tutti i giorni, i consumatori rischiano di acquistare carne non fresca. Ed il problema esiste specie per pollo e suino mentre il bovino resiste di più. E’ necessario che nelle confezioni sia riportata sempre anche la data di macellazione e quella entro la quale è preferibile consumare il prodotto». Segnali distensivi arrivano tuttavia dai negozianti che parlano di tensioni sui prodotti scolastici che al momento non si riscontrano su quelli alimentari. «I listini al momento sono invariati – spiega Pietro Passeri, presidente provinciale Fida-Confcommercio – e per alcuni prodotti derivati del latte, a cominciare da quelli Galbani, si registrano prezzi al ribasso. Piuttosto va segnalato un rinnovato approccio alla spesa da parte delle famiglie che al rientro dalle ferie si lamentano meno dei prezzi. C’è un clima diverso con i clienti. Vediamo cosa succede da qui a un mese: "l’anno accademico" riparte per tutti, anche per i consumatori con i loro tempi, le loro abitudini e, in generale, con maggiore attenzione». Anche sul lato grossisti al momento si registra un clima tranquillo. «Qualche aumento fisiologico potrebbe esserci – aggiunge Passeri – ma la domanda (anche quella dei dettaglianti, ndr) non è ancora così forte da permettere ritocchi. Le aziende non se lo possono permettere perché a fine anno vogliono chiudere con il segno più a livello di quantità vendute: per questo la politica è quella di mantenere prezzi stabili». Confcommercio parla di mini ripresa dei consumi (0,9% a giugno, 0,5% a luglio), ma in alcuni settori per i Consumatori alcune difficoltà restano. «La ripresa non coinvolge abbigliamento e alimentari – spiega Angelo Garofalo – che al contrario continuano a registrare trend negativi. La nostra stima è di un ribasso di consumi di almeno il 5% rispetto ad un anno fa con alcune famiglie costrette a tagliare anche la spesa alimentare per fronteggiare la crisi». Secodo l’associazione, nel perugino, anche gli ultimi saldi hanno lasciato l’amaro in bocca con la spesa per famiglia scesa da 220 a 200 euro. «La ripresa di cui parla Confcommercio – aggiunge Garofalo – temiamo sia legata unicamente al periodo di vacanze ed all’utilizzo di incentivi per l’acquisto di auto e moto». L’uscita dal tunnel è ancora incerta.

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