6 Settembre 2009

Travolto all’alba da un pirata

Travolto all’alba da un pirata Carmelo Pellitteri, 77 anni, morto sul colpo. Preso il conducente Trullo L’autista, denunciato, è figlio di un poliziotto: provo rimorso, ma non sono fuggito

  Venerdì scorso aveva portato l’auto a lavare e a fare il pieno di benzina nel distributore sotto casa. Carmelo Pellitteri, medico odontoiatra di 77 anni, avrebbe dovuto recarsi ieri a Perugia, come spesso faceva, per accudire l’abitazione della moglie, scomparsa qualche tempo fa. All’alba, però, un programmatore informatico di 30 anni, Stefano M., figlio di un poliziotto, ha tragicamente interrotto i suoi programmi: il medico è stato travolto e ucciso davanti alla sua abitazione, in via del Trullo, dal giovane che si è poi allontanato su uno spider Bmw senza soccorrerlo. Poco dopo il trentenne, incensurato, risultato negativo ai test di alcol e droga, è stato rintracciato dai carabinieri del Nucleo radiomobile che lo hanno denunciato per omicidio colposo e omissione di soccorso. Il ragazzo, secondo gli investigatori, si aggirava in stato di choc sul luogo dell’incidente. Un tratto di strada in curva, con la visuale in parte coperta dagli alberi. Forse, quando è stato investito, Pellitteri si apprestava ad attraversare la strada. Dopo l’incidente il programmatore è fuggito, ha abbandonato l’auto, una Z4 ammaccata che aveva perso lo specchietto retrovisore destro, in via degli Alagno, a Corviale, e poi è tornato al Trullo su uno scooter. «Non guidavo io – ha detto in un primo tempo ai carabinieri – mi hanno rapinato l’auto…». Poi, messo alle strette e assistito dall’avvocato Francesco Rivellini, il giovane ha ammesso le proprie responsabilità. «Non sono un pirata della strada, provo rimorso per la morte di quell’uomo, ma non sono fuggito», ha spiegato tramite il suo legale. «È un ragazzo distrutto – aggiunge Rivellini – ha sentito un botto, ma non ha visto niente. Pensava di aver colpito un animale. La sua buona fede è dimostrata dal fatto che è tornato indietro, ma davanti alla scena dei soccorsi è stato preso dal panico». Sotto choc i vicini di casa del medico. «Era una bravissima persona – raccontano – abitava qui da 30 anni. Amava la pittura. Era sempre disponibile e appassionato del suo lavoro. Un uomo d’altri tempi». Una conoscente di Pellitteri ricorda anche che «da qualche anno non esercitava la professione come prima. Dopo la morte della moglie gli era rimasto solo un figlio di 42 anni. Spesso ci incontravamo al cimitero: lui portava i fiori sulla tomba della moglie e io su quella di mio marito. A volte cenavamo insieme e lui mi dava dei consigli su come curarmi ».  E ora il Codacons ripropone il tema della sicurezza stradale. «C’è carenza di controlli – spiega il presidente Carlo Rienzi – . Non serve abbassare i limiti di velocità, ma bisogna impiegare le forze dell’ordine per far rispettare quelli esistenti. E poi serve un sistema di rilevamento ‘tutor’ anche in città».

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