6 Settembre 2009

Quasi ventiquattr’ore per andare, in aereo, da Catania a Napoli

Quasi ventiquattr’ore per andare, in aereo, da Catania a Napoli. È quasi da record fantozziano la durata del viaggio-odissea di una cinquantina di passeggeri di un volo AirOne, con partenza prevista da Fontanarossa venerdì sera alle 21. Ebbene, i malcapitati viaggiatori hanno raggiunto la loro meta – la città di Napoli – soltanto ieri, poco prima delle 19, dopo un percorso a ostacoli. Dopo le operazioni di check-in, nel tardo pomeriggio di venerdì, gli "aspiranti" partenti non potevano immaginare ciò che sarebbe accaduto di lì a poco. Il velivolo, che doveva decollare alle 21, è rimasto fermo per un guasto; probabilmente, secondo le testimonianze di persone rimaste a terra, per la perdita di olio. Nessuna spiegazione ufficiale dall’Ufficio voli della Sac, non autorizzato a fornire questo tipo di notizie; nessun riscontro telefonico né dall’ufficio stampa nazionale di Air One, né dal ticket office di AirOne a Fontanarossa. Volo cancellato: ritorno a casa per chi poteva, sistemazione in albergo per gli altri. Appuntamento a ieri mattina, quando alle 12,25 è partito un’altro volo, stavolta "targato" Alitalia. Destinazione? Non certo Napoli, ma Roma. Atterrati a Fiumicino, i "reduci" del volo della sera prima (non tutti hanno infatti accettato di essere «riprotetti», come si dice in gergo tecnico, sullo scalo romano), sono quindi saliti su un pullman che li ha portati a Napoli.  «In queste circostanze – dice Francesco Tanasi, presidente nazionale del Codacons – i passeggeri hanno diritto al rimborso del prezzo del biglietto, più una compensazione pecuniaria». Ma nessuna "compensazione" può ripagare i disagi di un viaggio aereo lungo quanto un interminabile incubo.
 

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