Non si placa la protesta dei precari della scuola
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fonte:
- Il Mattino
Roma. Non si placa la protesta dei precari della scuola che ieri hanno manifestato ancora in tante città d’Italia, come a Milano, Napoli, Benevento, Palermo dove un gruppo di lavoratori ha continuato anche ieri lo sciopero della fame e uno di loro è finito in ospedale. Al loro fianco si sono schierati i sindacati e le forze dell’opposizione che numerose hanno preso posizione. «Lo Stato sta mettendo in atto il più grande licenziamento di massa della storia italiana nel settore in cui bisogna investire di più, ossia nell’educazione dei nostri figli», ha detto il segretario del Pd, Dario Franceschini, che, salendo pure lui (l’altro ieri c’era stato il sottosegretario al Lavoro, Pasquale Viespoli) sul terrazzo dell’ufficio scolastico provinciale di Benevento, ha incontrato i precari che da giorni da lì portano avanti la loro battaglia contro i tagli del ministro Gelmini. Dalla loro parte anche l’arcivescovo di Benevento. Stamane è in programma un incontro a viale Trastevere. E i sindacati stavolta vogliono fatti concreti. Da settimane i tecnici stanno lavorando a una proposta che dovrebbe andare incontro alle esigenze almeno di una fetta di precari, quelli che hanno avuto un incarico annuale nel precedente anno scolastico e rischiano di non averlo quest’anno. L’ipotesi è quella di garantire a queste persone un «contratto di disponibilità », attraverso un mix di risorse (Inps, Welfare, Regioni), che sostenga sia il reddito, sia la permanenza nel lavoro. Sono già diverse le Regioni che hanno dato la loro disponibilità (Sardegna, Sicilia, Puglia, Campania, Abruzzo, Marche, Basilicata) e con altre (come l’Emilia Romagna e il Lazio) sarebbero a buon punto le trattative. L’Inps ha già presentato un testo per l’intesa e si sarebbe anche individuato il provvedimento (il decreto Ronchi, approvabile più velocemente) a cui aggiungere un emendamento che recepirebbe la soluzione adottata. Il ministro del Welfare Sacconi ha confermato ieri che assieme alla collega dell’Istruzione sta lavorando per trovare una soluzione. Insomma, le carte da giocare per chiudere la partita ci sarebbero. E la Gilda ne ha messa sul tappeto pure un’altra: anticipare il ritiro dalle cattedre per i docenti prossimi alla pensione e offrire così un’opportunità di stabilizzazione ai colleghi da anni in attesa di un’assunzione. Quel che è certo è che oggi i sindacati non si accontenteranno delle parole. Se necessario chiedono che la vertenza approdi a Palazzo Chigi. Un comunicato di Viale Trastevere che contesta le cifre circolate in questi giorni sul numero dei precari non ha aiutato a rasserenare gli animi e, anzi, ha sollevato l’indignazione dei sindacati. «Sono enormemente diversi dalla realtà – sostiene il ministero – i dati che alcune organizzazioni sindacali forniscono in queste ore in corrispondenza delle manifestazioni e delle proteste. La razionalizzazione del sistema scolastico ha riguardato 42mila unità di personale. Considerato però che quest’anno sono andati in pensione 32 mila docenti, in realtà si ferma a meno di 10 mila il numero di insegnanti non in ruolo a cui non sarà riconfermata la supplenza». «Il ministero si informi meglio. I dati da noi diffusi – ha replicato il segretario generale della Cisl scuola, Francesco Scrima – non sono falsi, ma sono quelli forniti dal ministero ai tavoli di confronto e contenuti nella relazione che lo stesso ministero ha inviato al ministero dell’Economia». Stessa osservazione da parte del leader della Flc-Cgil, Mimmo Pantaleo che invita il ministro Gelmini a mettersi «d’accordo con sè stessa e con il ministero che guida». I sindacati hanno già avvisato di essere pronti a mobilitarsi se oggi non arriverà una proposta risolutiva e i Cobas hanno già organizzato per stamattina un sit-in davanti al ministero. A surriscaldare il clima è arrivato, infine, il Codacons che ha annunciato di aver denunciato il ministro Gelmini e i direttori scolastici regionali a 104 procure (l’esposto è stato presentato ieri) per interruzione e turbativa di pubblico servizio e violazione delle norme sulla sicurezza delle classi che superano i 25 alunni. L’associazione dei consumatori ha anche annunciato un mega ricorso collettivo contro i tagli degli organici.
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