3 Settembre 2009

Scuola, in piazza precari di tutta Italia

Guerra di cifre Per i sindacati 17mila docenti resteranno senza cattedra. Il ministero, però, smentisce: "Sono meno di 10mila"

 
ROMA – Sul terrazzo dell’ufficio scolastico provinciale di Benevento, Dario Franceschini grida: "No al più grande licenziamento di massa della storia". Il segretario del Pd si è unito ieri alle proteste dei precari della scuola che resteranno senza cattedra e stipendio: 17mila in tutta Italia, saliti sui tetti o scesi in piazza in mutande contro la "razionalizzazione"delle risorse, come la chiamano asetticamente dal governo. Il ministero dell’Istruzione tenta di ridimensionare le proporzioni di quella che appare un’emergenza nazionale, smentendo i numeri dei sindacati. Il taglio riguarda sì 42mila cattedre ma – visto "che sono andati in pensione 32mila docenti" – "sono meno di 10mila gli insegnanti non in ruolo a cui non sarà riconfermata la supplenza".  Codacons denuncia Gelmini Per sedare gli animi, il Governo si sta giocando la carta di un provvedimento salva-precari, un’indennità di disoccupazione per sei mesi e "contratti di disponibilità" da concordare con le Regioni. I sindacati non abboccano: "È un tentativo di dividere i precari, offrendo a pochissimi dei contratti regionali per mansioni vaghe, in cambio di sottosalari", tuonano dal Cobas. "Perché non stabilizzare i precari ricorrendo ai prepensionamenti?", propongono da Gilda.  Anche il Codacons si schiera con i docenti. E lo fa con un esposto per violazione della sicurezza contro la ministra Gelmini inviato a 104 procure: se nelle classi si inseriranno più di 25 alunni per sopperire alla mancanza di docenti tagliati, si metterà a repentaglio la sicurezza dei ragazzi.
 

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