3 Settembre 2009

Estate amara per una famiglia di Città di Castello

 
PERUGIA – Estate amara per una famiglia di Città di Castello che una volta in Sardegna si è vista "sparire" la camera prenotata ad aprile tramite un’agenzia di viaggi tifernate. La coppia, con un bimbo di pochi mesi al seguito, per trovare una soluzione decente ha dovuto effettuare ben tre cambi di sistemazione in una settimana.  E al ritorno è scattata la richiesta di risarcimento per stress da vacanza: istanza inoltrata dai legali del Codacons Umbria. Agenzia e tour operator sono stati chiamati, intanto, a garantire alla famiglia un soggiorno identico, in pensione completa, per la prossima estate. È solo una delle situazioni limite che hanno cadenzato viaggi e vacanze degli umbri i quali, stando a Telefono Blu Consumatori, nell’estate 2009 hanno viaggiato il 4% in più. Dal primo giugno al 31 agosto l’associazione ha raccolto le lamentele di duemila turisti con un incremento delle segnalazioni del 5% in più rispetto allo scorso anno. L’Adoc Umbria, invece, in due anni ha visto salire le richieste d’aiuto per vacanze rovinate del 15% con 93 chiamate ricevute solo dalla provincia di Perugia.  «Tra compagnie aeree e tour operator falliti – osserva Carla Falcinelli, presidente del Codacons Umbria – in tanti hanno vissuto una brutta estate. Il caso più clamoroso è quello della Todomondo il cui fallimento ha fatto letteralmente "strage"». In tanti, nonostante avessero pagato per intero il pacchetto viaggio, si sono ritrovati a piedi al ritorno e per rientrare sono stati costretti a pagare un’altra volta il biglietto aereo. «In questi casi il consiglio è di fare domanda per accedere al fondo di garanzia – aggiunge Falcinelli – per ottenere almeno una parte dei soldi persi. Chi ha pagato con carta di credito, può accedere all’assicurazione prevista dalla maggior parte dei circuiti e vedere se c’è la possibilità di essere risarciti». In alcuni casi, infatti, il tour operator in questione ha incassato i soldi del pacchetto viaggi senza acquistare i biglietti aerei dei turisti. Il pacchetto vacanza era completo, ma per una decina di turisti umbri la brutta sorpresa è arrivata a fine soggiorno. All’aeroporto di Santo Domingo, infatti, il gruppo si è reso conto di essere "appiedato" perché il voucher fornito dal tour operator non comprendeva il biglietto aereo per il viaggio di ritorno. L’operatore in questione, Todomondo, è infatti fallito e i soldi pagati dai turisti umbri non sono stati mai utilizzati per comprare i biglietti del volo di ritorno.  «I dieci turisti sono rimasti bloccati per due giorni – racconta Carla Falcinelli, presidente del Codacons Umbria che ha raccolto la segnalazione – con il gruppo che è stato costretto a pagare un nuovo biglietto aereo (650 euro a testa), l’albergo, perdendo anche alcuni giorni di lavoro». Partita la richiesta di risarcimento che in questo caso punta ad accedere al fondo di garanzia nazionale. «È importante ricordare però – aggiunge Falcinelli – che la richiesta va inoltrata entro dieci giorni dal rientro o dalla mancata partenza. Questa è l’unica possibilità per poter recuperare quanto pagato». Problemi con lo stesso tour operator, li ha avuti anche una signora perugina che aveva programmato di raggiungere il marito, che lavora nell’Ue, con i due figli: un viaggio vacanza per ricongiungere la famiglia. «Pur avendo pagato l’intero pacchetto – aggiunge Falcinelli – la signora si è ritrovata senza biglietti aerei ma non potendosi permettere di pagarli due volte ha dovuto rinunciare al viaggio». In altri casi sono state le compagnie aeree a creare problemi. «A causa del fallimento della Mayer, due perugini sono rimasti bloccati a Brindisi pur avendo prenotato e pagato il viaggio in Grecia». Preoccupazioni per la «carente dotazione» del fondo nazionale di garanzia sono state sollevate dall’Adoc Umbria che ricorda come il dispositivo intervenga solo in caso di insolvenza o fallimento del venditore o dell’organizzatore di pacchetti turistici. «Contratti stipulati in Italia da un’agenzia autorizzata – spiega il presidente regionale Angelo Garofalo – mentre il fondo non interviene se il viaggio è stato organizzato autonomamente dal turista o sia stato venduto da operatori non autorizzati».  I moduli per la richiesta sono disponibili presso le sedi del Codacons (075 5052353), dell’Adoc-Uil (075 5730115) ed al centralino regionale di Telefonoblu (075 3741527). Tra le altre segnalazioni raccolte, l’Adoc cita quella di un gruppo di turisti diretto a Rodi, in Grecia, si è invece visto cancellare senza preavviso il volo charter ed è stato così costretto a partire con due giorni di ritardo. Arrivati sul posto, poi, sono stati alloggiati in un hotel diverso e di categoria inferiore rispetto a quello indicato nel pacchetto. Le disavventure non portano solo all’estero. Sempre all’Adoc, una signora ha "denunciato" di aver prenotato tre giorni in un agriturismo in Toscana scelto tramite internet. «Sul sito si mostravano foto di camere munite di servizi ma dopo il bonifico per confermare il soggiorno, la turista ha scoperto che il bagno non si trovava in camera ma era in comune sul corridoio».  È andata peggio ad una famigliola tifernate che una volta in Sardegna, come raccontato al Codacons, si è ritrovata senza la camera tripla prenotata lo scorso aprile in pensione completa. La coppia, che aveva al seguito un bimbo di pochi mesi, ha dovuto aspettare ben 13 ore prima di essere sistemata in un altro albergo fatiscente. «Le proteste e le telefonate all’agenzia di viaggio di Città di Castello che aveva pensato alla prenotazione – spiega Carla Falcinelli – hanno portato ad una seconda sistemazione. La camera era stata promessa per le 17 ma dopo aver lasciato l’altro albergo alle 12 la famiglia ha potuto entrare nella nuova camera solo alle 20. Salvo scoprire che il ristorante distava 600 metri dalla camera ed essendo in pensione completa sono stati costretti a fare la strada per ben tre volte ogni giorno. Da qui la richiesta di risarcimento anche per lo stress fisico subito da tutta la famiglia». Tornano agli aerei, un perugino, prima che venisse introdotta la tratta da Sant’Egidio, si è visto annullare all’ultimo momento il volo Roma-Palermo.  Il caso è passato sul tavolo dell’Enac cui il Codacons ha inviato l’intera documentazione sollecitando il rimborso del biglietto da parte di Easy Jet. Di alcune settimane fa, invece, il caso del pilota dell’air bus 320 che si è rifiutato di atterrare a Sant’Egidio lasciando in panne un centinaio di vacanzieri diretti a Rodi. I quali sono stati costretti a seguire l’airbus, in pullman fino a Roma con l’agenzia di viaggio organizzatrice che ha offerto loro anche la cena. «Il minimo che potessimo fare per evitare che la vacanza partisse con il piede sbagliato», hanno fatto sapere dalla In Viaggi. Intanto, arrivano le prime statistiche su tre mesi di malavacanza. «Il campionario è vasto – spiega Pierre Orsoni di Telefono Blu – ed ai casi clamorosi di Todomondo, Terema e My Air, si sono aggiunti quelli di Sky Europe, il caos bagagli di Fiumicino, i ritardi dei traghetti, i treni bloccati senza aria condizionata, i pasticci delle code in autostrada». Secondo l’associazione, al primo posto (26%, +3% rispetto al 2008) tra le segnalazioni ci sono i pacchetti viaggio tutto compreso comprati in tutto o in parte via internet. Poi i problemi con i vettori (24%, +2%) e le vacanze in Italia (23% stabile) con problemi sulla qualità del servizio e delle strutture ricettive nazionali. L’Adoc Umbria ha visto crescere le "denunce" del 15% rispetto al 2007 con il 26% delle segnalazioni che hanno riguardato il traffico aereo, smarrimento bagagli compreso, e l’8% disservizi ferroviari. La percentuale maggiore (30%) ha riguardato reclami sulla qualità di servizi delle strutture ricettive, considerata inferiore a quanto garantito da agenzie e cataloghi informativi. Il 7% delle telefonate ha riguardato anche comportamenti vessatori delle agenzie di viaggio che hanno chiesto caparre eccessive rispetto al valore del viaggio.

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