Politica: Nomine scolastiche, le associazioni dei consumatori chiedono trasparenza Pubblicato
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fonte:
- Il Sannio
Corsi di Corsi di recupero gratuiti per i bambini e i giovani del Rione Libertà. E’ l’iniziativa annunciata ieri dalle insegnanti che da giovedì scorso protestano presso l’Ufficio scolastico provinciale. ‘Se la Gelmini non ci vuole, porteremo la cultura nelle strade e nelle piazze’, hanno dichiarato le docenti sannite che da sabato stazionano sul tetto della struttura integrata di Piazzale Gramazio. E a sostegno della protesta si attivano anche le associazioni dei consumatori: ‘Gli 850 posti tra personale docente, amministrativo e ATA che rischiano di perdersi nella scuola sannita ‘ rimarcano Movimento Difesa del Cittadino, Federconsumatori, Lega Consumatori, Codacons, Cittadinanzattiva – peseranno come un macigno sull’economia della provincia. Cosa faranno queste persone per vivere, quali lavori alternativi potranno trovare in una provincia sulla quale, tra la indifferenza generale, si sta abbattendo una crisi senza precedenti anche nel settore pubblico’ Interrogativi al momento senza risposta. Invitiamo il mondo politico e soprattutto la deputazione sannita ad assumersi le proprie responsabilità per sollecitare il Governo ad interventi urgenti’. Quindi le associazioni di rappresentanza dei consumatori prendono posizione nei confronti dell’Ufficio scolastico provinciale: ‘Bisogna mettere fine ‘ scrivono le associazioni – ai ritardi che si stanno registrando presso l’ufficio scolastico provinciale in queste giorni quanto alle nomine dei docenti. Invitiamo il dirigente, Pietro Esposito, a velocizzare le operazioni di nomina garantendone la massima trasparenza soprattutto sul sostegno dove stranamente si registrerebbe un numero di posti disponibili molto inferiore a quelli previsti anche sulle nomine a tempo determinato’. Sostegno alla protesta anche da parte della RdB / Cub: ‘Da sempre ‘ scrive la sigla sindacale – contrastiamo le scelte politiche votate alla frammentazione del lavoro, definite indispensabili, una autentica panacea per risolvere il problema della disoccupazione in Italia e al Sud in particolare. Nei fatti, invece, si è tramutato in un vortice per cui non si è fatto altro che produrre un impoverimento generalizzato ed una precarizzazione complessiva nel sistema produttivo per cui oggi l’unica via d’uscita per eliminare il precariato è… eliminare i precari’.
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