1 Settembre 2009

Rifiuti, “serve più selezione”

AMBIENTE. LETTERA APERTA DI CINQUE ASSOCIAZIONI ALLA REGIONE«Il trattamento mirato alla produzione di combustibile non è l’unica scelta»

AOSTA «Esistono altri scenari per il trattamento dei rifiuti, che non richiedono per forza la combustione». E’ necessario puntare su un impianto di selezione, in particolar modo per «ottimizzare la qualità della raccolta differenziata della plastica». E’ il «succo» di una lettera aperta che sarà inviata al presidente della Regione, agli assessori e ai consiglieri regionali.  Gli autori sono cinque associazioni valdostane: Legambiente, Amici del Viale della Pace, Codacons, Diritto al Futuro e Comitato Rifiuti Zero, dopo una visita alla discarica di Brissogne fatta sabato mattina. E’ il primo di tre «tour», aperti ai cittadini, in quella che può essere considerata una vera a propria «città dell’immondizia». La Regione, nei mesi scorsi, ha deciso di puntare sulla comparazione tra diversi di metodi di produzione di Cdr, combustibile da rifiuto di qualità, destinato (come si legge nella delibera) anche a «impianti di cogenerazione e teleriscaldamento». Nella lettera aperta, si legge che «la direzione di marcia indicata in materia, ovvero la scelta tra le sole tecnologie per produzione di Cdr non rappresenta l’unico scenario possibile. Altre ipotesi non implicano necessariamente la combustione e i costi relativi sono di esigua entità, con notevoli vantaggi economici per l’intera comunità». Ancora dalla lettera aperta: «Nel corso della visita alla discarica, abbiamo riscontrato nella raccolta differenziata degli imballaggi di plastica rifiuti non idonei, e rilevato l’utilità e la necessità di un impianto di selezione che ottimizzi la qualità della raccolta differenziata e la possibilità, in questo modo, di ottenere per intero i corrispettivi previsti dalla legislazione nazionale che vengono riconosciuti a fronte di percentuali di sostanze estranee sempre più ridotti». Un altro passo della lettera ripropone un altro «cavallo di battaglia» delle associazioni che si interessano dei rifiuti. Vale a dire la raccolta dell’umido (per esempio gli scarti di cucina) che oggi finiscono nell’indifferenziata. Ora riguarda solo erba e rami. «Nella certezza che la vostra azione sarà guidata dall’interesse generale dell’intero "Sistema Valle d’Aosta" – si legge ancora nella lettera aperta inviata in Regione – ci impegniamo a dare il contributo necessario per favorire la sensibilizzazione dei cittadini in materia di riduzione dei rifiuti». «La nostra – dice Andrea Piccirilli, presidente del Comitato Amici del Viale della Pace e organizzatore della visita in discarica – è un’iniziativa di cittadini che puntano a un ruolo non solo di segnalazione e denuncia, ma anche di proposta e verifica». Secondo i promotori della lettera aperta, centro di selezione e impianto di riciclo permetterebbero di limitare a 1500 le tonnellate da mettere in discarica, contro le 45 mila attuali. Jean Louis Aillon, del Comitato Rifiuti Zero, ha illustrato l’esperienza del Centro Riciclo Vedelago, in provincia di Treviso, esempio non citato in modo esplicito nella lettera aperta. «Con la selezione manuale è possibile recuperare materiale che altrimenti finirebbe in discarica – ha detto -. Con la parte restante si produce un granulato che serve nell’edilizia e a fare oggetti».

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