In agguato il prestito pirata
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fonte:
- Il Sole 24 Ore
Ingegnere con studio professionale a Torino, 35 anni. Senza saperlo, rappresenta il bersaglio tipo delle frodi creditizie in agguato in Piemonte, un reato che la crisi sembra aver in qualche modo accelerato: nella regione subalpina l’anno scorso ne sono state infatti denunciate 1.550, il 29% in più del 2007; il trend, di molto superiore alla media nazionale (+11%), colloca il Piemonte al settimo posto a livello in Italia per numero di vittime. In base alle prime anticipazioni del terzo rapporto dell’Osservatorio Crif sulle frodi creditizie (in uscita a ottobre), le frodi sono avvenute soprattutto a danno dei torinesi, visto che la provincia detiene il ricord di denuncie con il 57,3% dei casi segnalati in regione. Con 500 frodi denunciate, la Liguria è, invece, al 13Ú posto (2% a livello nazionale, +10% sul 2007), mentre la Valle d’Aosta (25) chiude la classifica delle regioni del NordOvest con solo lo 0,1%. Come accennato, gli uomini con età compresa tra i 31 ei 40 anni sono la vittima tipo della frode, in tutta la Penisola. Anche se è in crescita il numero delle donne colpite. Si dilata anche l’importo medio: circa 5.000 euro (+ 16,5%) a livello nazionale, mentre in controtendenza in Piemonte oltre il 33% delle frodi riguarda importi inferiori al 1.500 euro. «Essere vittima di una frode creditizia – spiega Beatrice Rubini, manager Crif e curatrice del rapporto – significa che qualcuno, un truffatore, ha contratto un debito per un finanziamento a nostro nome. Non si parla spesso di questi casi, mentre quotidianamente leggiamo di carte clonate e Pos manomessi ». La manager evidenzia che «i numeri mostrano come questi crimini siano in costante aumento sia per la facilità per i truffatori di accedere a informazioni personali altrui sia per la poca informazione dei cittadini sull’argomento ». Suggerisce piccoli accorgimenti: dal conservare con attenzione i propri dati sensibili, all’usarli con cautela sul web e ancora al non eliminare documenti come bollette, estratti conti bancari, note con i propri dati personali e finanziari senza prima averli resi illeggibili. Anche le associazioni dei consumatori rilevano una crescita delle truffe. «I bersagli sono soprattutto giovani professionisti sottolinea Tiziana Sorriento, presidente di Codacons Piemonte, abbiamo la sensazione che la scelta delle vittime sia il frutto di una una ricerca con criteri specifici, piuttosto che il semplice rovistare tra i rifiuti. Spesso si scopre di essere stati derubati dei propri dati quando si fa richiesta di un finanziamento e ci viene respinto perché ritenuti cattivi pagatori». Come è accaduto ad un ingegnere torinese che ha però deciso di reagire e coadiuvato dal Codacons ha fatto causa alla finanziaria. «E ha vinto – riferisce Sorriento – con una sentenza importante emessa dal giudice Dotta del Tribunale di Torino che ha riconosciuto il danno subito e l’ha quantificato in 8mila euro. Ci sono ancora gli estremi di un ricorso, ma se la sentenza sarà confermata suggeriamo alle vittime di chiedere il riconoscimento del danno e noi ci impegniamo a sostenerle ». In prima fila contro tutte le frodi creditizie, comprese quelle legate alla clonazione di carte di credito, opera la Guardia di Finanza: «Dal nostro osservatorio – sostiene Marco Grazioli del comando nucleo di Polizia tributaria di Torino – verifichiamo che il fenomeno è in crescita anche per lo sviluppo delle nuove tecnologie, ma gli stessi strumenti informativi utilizzati dalla criminalità servono anche a noi per contrastarla ».
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