I Consumatori: “Evitate le marche esose”
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fonte:
- Corriere di Como
Aumenti in vista anche per la scuola. Questo è ciò che si aspettano le associazioni comasche dei consumatori, che proprio in questi giorni stanno monitorando la corsa agli acquisti per l’anno scolastico che prenderà il via il 14 settembre. Mauro Antonelli, responsabile del Codacons, denuncia che «anche se l’inflazione formalmente non sale, il vero problema sono i rincari stagionali: all’inizio dell’anno scolastico si è quasi costretti ad acquistare e i prezzi vengono aumentati». Poi, prima della fine dell’anno, tornano a scendere «e in questo modo sfuggono al campione dell’Istat pur incidendo sul costo della vita». Nonostante l’inflazione attuale sia estremamente bassa i consumatori non sono soddisfatti. «In periodi di crollo della domanda nota l’esponente del Codacons i prezzi dovrebbero scendere, e non semplicemente raffreddarsi». Gli fa eco Lorenzo Trombetta, responsabile dell’Adiconsum di Como. «L’Italia è uno strano Paese spiega perché anche con la crisi i prezzi sono aumentati. In Francia e in Germania, dove sono diminuiti, l’economia è in ripresa. Da noi invece è un arrivo un autunno difficile». Federconsumatori, con Silvana Brenna, denuncia «l’assurdità degli aumenti, soprattutto nella scuola dell’obbligo e con le famiglie in difficoltà». Venendo ai suggerimenti, il consiglio che tutti danno è usufruire dei saldi nei supermercati, ma di farlo con attenzione. Chiarisce infatti Antonelli che «bisogna fare attenzione ai prodotti civetta, che sono molto scontati ma servono per attrarre il cliente e fargli acquistare tutto il corredo. In cui sono inclusi anche articoli il cui prezzo è stato aumentato». Il consiglio, quindi, è di acquistare solo gli articoli effettivamente scontati. E, soprattutto, di non fare scorte che potrebbero rivelarsi inutili. «Se si compera troppo materiale, poi si rischia di perderlo durante l’anno», spiega Trombetta. Oltre a ciò, è bene aspettare i consigli dati dalla scuola, che indicherà quali articoli sono necessari. Sui prodotti di marca, poi, il messaggio è chiaro: «Spesso nota il responsabile dell’Adiconsum sono consigliabili gli articoli non firmati, magari della marca del supermercato». Sfuggire al fascino del nome, però, è difficile. Soprattutto per i ragazzini. «Per loro è molto importante far parte di un gruppo spiega lo psicologo Giuliano Arrigoni e ciò passa attraverso la condivisione di alcuni comportamenti». Uno di questi, naturalmente, è l’oggetto firmato. «Si è creata denuncia Arrigoni una cultura dell’acquisto in base alla quale l’oggetto non di marca fa sentire il ragazzo inadeguato rispetto al gruppo». Non a caso, «oggi è sempre più forte l’espressione dell’identità attraverso l’apparire, e si appare attraverso il capo costoso». In virtù di ciò, si fa complicata la posizione di chi insiste sul criterio della praticità. Nota lo psicologo che «diventa difficile giustificare un no alla richiesta del capo costoso quando la maggior parte dei compagni del figlio ne è fornita». Nemmeno le ristrettezze imposte dalla crisi sembrano poter diminuire questa corsa al marchio nei ragazzini. «In molte famiglie prosegue Arrigoni c’è un conflitto tra la spinta a non spendere e la pretesa di non rinunciare a ciò che prima era abituale». Se però spesso gli adulti fanno ricorso al realismo e riescono a rinunciare al superfluo, «è difficile che lo stesso avvenga nei ragazzini, essendo stati abituati ad avere tutto subito».
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