Consensi dall’Associazione Polizia locale e dagli Amici della Polizia stradale
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fonte:
- Giornale di Brescia
Prima di fornire una posizione in merito, le Istituzioni bresciane principalmente interessate dal provvedimento, Prefettura e Polizia stradale, si sono riservate di approfondire i contenuti della Direttiva. Anche Carlo Alberto Presicci, presidente dell’Associazione Polizia locale di Brescia e provincia, e comandante della Polizia locale di Desenzano, è cauto nei giudizi. Di primo acchito, però, l’intervento di Maroni è definito opportuno, soprattutto per «fare chiarezza». «Il fatto che, finalmente, ci si dica cosa fare e come, non può che farmi piacere – spiega Presicci -. Alla luce delle accuse mosse nei confronti di colleghi, che hanno abusato delle loro mansioni di controllo, non posso che associarmi alla volontà che paghino per il loro comportamento. Vorrei però che non si dimenticasse che dietro una Polizia che multa c’è sempre un sindaco che impone». «L’autovelox è un sistema utilissimo di prevenzione – continua – e trovo sbagliate le affermazioni sentite in Tv, e in radio, in questi giorni di chi ritiene che non servano. L’eccessiva velocità quando non è causa dei sinistri è spesso concausa. Ben venga dunque la repressione di chi eccede, ma anche la prevenzione con strumenti di controllo». Il Codacons, Coordinamento delle associazioni per la difesa dell’ambiente e dei diritti degli utenti e dei consumatori, considera «insufficiente», «per non dire ripetitiva», l’iniziativa del ministro Maroni di affidare la gestione degli autovelox esclusivamente alle Forze di Polizia. Per l’associazione di consumatori «non basta escludere l’appalto a società private, perché questa disposizione è già di fatto contenuta nel regolamento del Codice della strada che stabilisce che, nell’accertamento dei limiti di velocità, le apparecchiature siano gestite dalla Polizia stradale, e che queste siano nella loro disponibilità». Il Codacons propone, invece, che gli autovelox e i «semavelox» siano gestiti solo da Prefetti e Polizia stradale e «non anche dai Vigili urbani, costretti dai sindaci a far cassa». Il Coordinamento mette in guardia anche dai cartelli con la scritta «Controllo della velocità» che «tutti i Comuni hanno, anche se gli autovelox non ci sono». Da qui una serie di proposte al Ministero dell’interno, tra le quali la rimozione dei cartelli di presenza di autovelox quando questo non sia effettivamente presente o attivo, la rimozione delle strumentazioni illegali, non segnalate o con la durata del giallo troppo breve, e la destinazione dell’intera quota dei proventi da multe al potenziamento e al miglioramento della segnaletica e all’educazione stradale, e non solo il 50% come previsto. L’Asaps, Associazione amici della Polizia stradale, esprime invece apprezzamento per la Direttiva: «Che ci fossero una certa confusione e molte sovrapposizioni in materia di controlli con misuratori della velocità, era ormai sotto gli occhi di tutti – afferma il presidente Giordano Biserni -. L’utilizzo disinvolto degli strumenti di misurazione della velocità, talora in chiave più di cassa che di reale prevenzione, costituisce una variabile indipendente rispetto alla esigenza primaria del vero miglioramento della sicurezza sulle strade. Ben venga allora questa articolata circolare del Ministero che riorganizza le modalità di servizio e di utilizzo dei misuratori di velocità di ogni ordine e specie».
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