13 Agosto 2009

Nessuna stangata al rientro, ma l’autunno fa paura

Le reazioni delle categorie: Confcommercio e Confesercenti preoccupati per il calo

Siamo in deflazione e il peggio non è ancora passato. Si attende un autunno nero, fatto di licenziamenti e cassaintegrazioni. I prezzi scenderanno ancora e i consumi continueranno a ridursi. Ma non sarà così per tutto e per tutti. «In centro sarà difficile assistere a ribassi del 10-15% – commenta Stefano Nencioni, presidente di Fipe-Confcommercio Firenze perché i costi che sostengono gli esercizi sono alti. Ci sono gli affitti, il suolo pubblico, le spese per adeguare i dehors, acqua, energia e anche il costo del lavoro. Nel nostro settore c’è già stato uno scatto di 10 centesimi l’ora. Non è tanto, ma di questi tempi si sentono». «I pubblici esercizi, comunque sottolinea Nencioni si sono adeguati alla contrazione dei consumi. In periferia i prezzi sono scesi molto, mentre in centro i locali hanno gli articoli civetta’. Fanno le promozioni su certi prodotti, come il bicchiere d’acqua, la spuma, il succo d’arancia mentre è rimasto invariato il prezzo della colazione». Lo stesso accade nei ristoranti, dove si praticano i menu a prezzi speciali. «In generale, sul fronte crisi conclude Nencioni stiamo assistendo ad un peggioramento della situazione, rispetto a Natale 2008 o a Pasqua. La gente consuma sempre di meno e gli esercizi soffrono». Preoccupato anche Lapo Cantini, coordinatore del settore commercio di Confesercenti Firenze. «Settembre non sarà più il mese delle stangate del rientro spiega ma i prezzi caleranno ulteriormente. Ciò significa che prima del 2010 non ci sarà una ripresa dei consumi e la produzione continuerà a calare. Una situazione particolarmente grave per le piccole imprese del territorio». Ma non tutto è negativo.  «Il momento attuale dice Silvia Bartolini, presidente di Codacons Toscana è sfavorevole per l’economia generale, ma positivo per il consumatore, che, da qui in avanti, potrà acquistare di più spendendo meno. La deflazione, conseguenza dell’inflazione e delle speculazioni sui prezzi avvenute in passato, avrà, infatti, un’onda lunga. Una spirale negativa alla base della quale ci sta questo tipo di ragionamento, che oggi le famiglie fanno. E cioè: se devo comprare quest’oggetto, aspetto ancora un po’, tanto i prezzi diminuiranno di più’. Un ragionamento che i consumatori fanno soprattutto per prodotti come elettrodomestici, auto, hi-tech». «Ciò che, insomma, le famiglie compreranno di più sottolinea la presidente Bartolini saranno i generi alimentari, beni di prima necessità, ma non il resto. Per questo trovare il modo per spingere la gente a comprare, così da riassestare l’economia». «A fronte del calo generalizzato dei prezzi, comunque conclude la presidente in coincidenza delle partenze estive tornano ad aumentare benzina e gasolio, cresciute rispettivamente di 3 e di 2,5 centesimi, pari ad un +24% rispetto all’inizio dell’anno».

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