12 Agosto 2009

“Superenalotto aumenta i malati di gioco”

 L’associazione spiega la sentenza del Tar sul caso super-jackpot

 «Il Tar del Lazio – fa sapere l’associazione – è stato costretto a rigettare il ricorso presentato dal Codacons contro il montepremi esagerato del Superenalotto, ma nel decidere ha inferto una dura condanna al gioco e ha riconosciuto le malattie da gioco legate a jackpot elevati e gli effetti di «nocività sociale ed economica».  «Il rigetto del ricorso – spiega il Codacons – deriva dal fatto che la legge del 2001 ha eliminato il tetto ai montepremi; di conseguenza l’attività dell’amministrazione non appare errata. Così si legge nell’ordinanza della II sezione del Tar: «Per quanto si possa inferire con ragionevole probabilità un aumento delle ludopatie anche per effetto dell’attrazione indotta nei consumatori del gioco stesso da detto accumulo del jackpot, tal vicenda può evidenziare di profili di nocività sociale ed economica non del tutto chiari in sè e di cui il legislatore potè essere non ben consapevole nel 2001 anche in assenza a qual tempo di seri studi epidemiologici. Considerato altresì che, ad avviso del Collegio, è pure auspicabile l’esigenza, secondo un principio di buona amministrazione in base ai normali canoni di ragionevolezza, legalità e buona fede, che la regolazione del gioco lecito, pur se rivolto a massimizzare l’interesse pubblico alla liceità ed alla sicurezza, non trascuri l’interesse generale sotteso ai valori costituzionali forti». Ma il Tar condanna anche l’imposizione fiscale attuata attraverso il Superenalotto, che a parere dei giudici non apparirebbe rispettosa dell’art. 53 della Costituzione. Si legge infatti nell’ordinanza: «Considerato che le entrate pubbliche del gioco non soggiacciono all’art. 53 Cost. e quindi, se non recessive, devono essere sempre rispettose di tali valori». I giudici si soffermano poi sulla mancanza di studi scientifici relativi alle ludopatie.

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