11 Agosto 2009

La tragedia di New York: identificati i 5 italiani

Bologna apre un’inchiesta Già ripresi i voli turistici, ma divampano le polemiche

Le cinque vittime italiane della tragedia dell’Hudson sono state identificate e presto, nello spazio di un paio di giorni, torneranno a Bologna.  E proprio a Bologna la Procura ha aperto un’inchiesta contro ignoti, su sollecitazione del Codacons. Ma intanto l’Italia chiede alle autorità americane la verità: «Un’inchiesta rapida, trasparente e che ci permetta di capire cosa sia successo», ha detto l’ambasciatore italiano a Washington, Giovanni Castellaneta, dopo aver incontrato a City Hall il sindaco di New York Michael Bloomberg. La stessa richiesta è stata ribadita da Castellaneta negli incontri successivi, con il capo della polizia Ray Kelly e con l’amministratore delegato di Liberty Travel, la società a cui faceva capo l’elicottero precipitato sabato. L’ambasciatore aveva incontrato in mattinata nell’ufficio del medico legale i parenti delle vittime rimasti a New York. I corpi degli italiani sono stati identificati grazie alle impronte digitali e ieri sono stati emessi i certificati di morte: l’ultimo atto dello straziante rituale che precede il rimpatrio dei resti di quelle che fino a sabato erano due famiglie felici. È stata usata una procedura d’urgenza. Ora ci vorranno un paio di giorni, i tempi tecnici, prima della partenza delle salme. «Questa parte legale è esaurita», ha detto Castellaneta, ora continua l’inchiesta: «Vogliamo sapere cosa è successo: perchè una gita turistica si è trasformata in tragedia». Anche ieri, mentre sono state sospese per le correnti troppo forti le ricerche degli ultimi due corpi ancora non recuperati dei passeggeri del Piper, sono ripresi i voli degli elicotteri turistici. Non quelli della Liberty Travel, che però accettano prenotazioni per oggi, ma alla New York Helicopters che parte dal Pier Six sull’East River e offre tre tour diversi, dai 14 ai 25 minuti tra Ellis Island e la Statua della Libertà, tutti i ponti, Central Park, Yankee Stadium e l’Hudson River. Che elicotteri turistici siano ancora in volo dopo (e nonostante) la tragedia appare sconcertante a molti newyorchesi e anche ad alcuni politici, ma non al sindaco Bloomberg, lui stesso pilota con brevetto per aerei da turismo e elicotteri. Parlamentari di New York e del New Jersey si sono coalizzati per chiedere di regolamenti più severi, ma il sindaco ha obiettato, dopo l’incontro con Castellaneta, che «l’Hudson è come una strada»: più vai veloce è più devi stare attento. «Devi sempre guardarti attorno e tenere la distanza di sicurezza», ha detto il sindaco che al suo attivo ha avuto qualche incontro ravvicinato da brivido. La deregulation dei cieli della Grande Mela è entrata comunque nell’agenda dell’incontro del sindaco con Castellaneta. «Silvia Rigamonti mi aveva chiesto di cercare di sapere cosa è successo. È una promessa che ho fatto e che manterremo», ha detto l’ambasciatore che nei prossimi giorni incontrerà responsabili sia della Faa che del National Transportation Safety Board, le due agenzie che assicurano la sicurezza del volo negli Stati Uniti. Quanto al dibattito sul corridoio dell’Hudson, l’ambasciatore ha osservato che l’Italia lo sta seguendo «non più da osservatore, ma da protagonista», avendo avuto cinque vittime: «Bisogna continuare a volare ma a patto che le condizioni siano di massima sicurezza». L’incidente di sabato ha riaperto le polemiche anche negli Usa. Il senatore di New York Charles Schumer, che da quattro anni si batte per la chiusura del corridoio sull’Hudson, è tornato a chiedere regole più severe per i piccoli velivoli che volano a vista sotto i 300 metri di quota mentre una consigliere comunale di New York, Gale Brewer, ha riproposto il fermo degli elicotteri da turismo. Il National Trasportation Safety Board «esaminerà le operazioni in questo spazio aereo: sappiamo che è molto congestionato», ha promesso la responsabiledell’agenzia di sicurezza Debbie Hersman che coordina l’inchiesta. Ma ci vorrà tempo. Ma anche la Faa che nel 2006 mise al bando i voli sull’East River a New York dopo che un piccolo aereo con a bordo il giocatore di baseball Corey Lidle si schiantò su un grattacielo dell’Upper East Side, non intende per ora imporre restrizioni aggiuntive: «L’Hudson è una situazione diversa», ha detto la portavoce, Laura Brown.

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