10 Agosto 2009

Bologna, la procura apre un fascicolo

Sono stati identificati tutti e cinque gli italiani Silvia Rigamonti, moglie e madre di Michele e Filippo Norelli: « Voglio tutta la verità, non è possibile che succedano cose di questo genere»

Mentre la procura di Bologna apre un fascicolo contro ignoti sulla tragedia dell’elicottero a New York dove sono morti cinque italiani, Silvia Rigamonti che ha perso marito e figlio nell’incidente, chiede che venga fatta luce sulla vicenda. «Voglio sapere tutto, voglio che siano fatte tutte le indagini», ha detto appena tornata a casa a Trebbo di Reno, alle porte di Bologna. Intanto sono state riconosciute tutte e cinque le vittime del disastro sul fiume Hudson. La procura di Bologna ha avviato un’indagine per accertare eventuali responsabilità del sindaco di New York o delle istituzioni addette ai controlli dei voli rispetto all’incidente aereo di sabato. Del caso si occuperanno i magistrati Luigi Persico e Morena Plazzi. Le ipotesi di reato sono disastro colposo e omicidio colposo plurimo.  La procura è stata sollecitata dal Codacons e in un nota si legge che l’avvio dell’inchiesta è un atto dovuto e formale, «quali ne possano essere gli sviluppi ovvero gli impedimenti». Infatti, «fin dal primo annuncio del disastro i magistrati bolognesi avevano esaminato i noti problemi e limiti di procedibilità, che discendono dall’articolo 10 codice penale e la circostanza che, comunque, nel caso concreto anche i piloti dei due aeromobili hanno trovato la morte». Intanto è tornata a casa Silvia Rigamonti, moglie e madre di Michele e Filippo Norelli. Ad abbracciarla al suo ritorno l’altro figlio, Davide, rimasto a casa. «Per fortuna c’è lui, il mio grande amore». La donna ha poi chiarito: «Io non ho visto nulla». Poi però ha incalzato le autorità: «Voglio tutta la verità, non è possibile che succedano cose di questo genere».

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