8 Agosto 2009

Sei “latitante”, l’Erario ha già incassato 820 mln

Sono state convalidate 3,27 miliardi di combinazioni, per un totale di 1,63 miliardi di euro

L’ultima volta che venne avvistato era il 31 gennaio 2009. Da allora, il 6 ha fatto perdere le sue tracce, fino a toccare il traguardo dei 123 milioni di euro, dopo una cavalcata di oltre sei mesi. Ma sino ad oggi, quanto hanno speso gli italiani nella caccia alla sestina dei sogni? Dati alla mano, secondo i calcoli Agipronews, sono state convalidate 3,27 miliardi di combinazioni, per una spesa totale di 1,63 miliardi di euro. In pratica, in 80 concorsi di assenza del 6 sono stati giocati in media 20,4 milioni a estrazione. A sorridere è l’Erario, che ha nel Superenalotto il gioco con la più alta percentuale di ritorno e che da inizio febbraio a oggi ha incassato 820 milioni di euro.  Intanto, il Tar del Lazio ha rigettato il ricorso presentato dal Codacons contro il montepremi record del Superenalotto, ma nel decidere ha inferto una dura condanna al gioco e ha riconosciuto le "malattie" legate a jackpot elevati e gli effetti di «nocività sociale ed economica».  Lo spiega il Codacons in una nota, sottolineando che il rigetto del ricorso «deriva dal fatto che la legge del 2001 ha eliminato il tetto ai montepremi: di conseguenza l’attività dell’amministrazione non appare errata». Nell’ordinanza della seconda sezione del Tar si legge però che «per quanto si possa inferire con ragionevole probabilità un aumento delle ludopatie anche per effetto dell’attrazione indotta nei consumatori del gioco stesso da detto accumulo del "jackpot", tal vicenda può evidenziare di profili di nocività sociale ed economica non del tutto chiari in sè e di cui il legislatore potè essere non ben consapevole nel 2001 anche in assenza a qual tempo di seri studi epidemiologici».  Il Tar, continua il Codacons, «condanna anche l’imposizione fiscale attuata attraverso il Superenalotto, che a parere dei giudici non apparirebbe rispettosa dell’art. 53 della Costituzione». Si legge nell’ordinanza: «considerato che le entrate pubbliche del gioco non soggiacciono all’art. 53 Cost. e quindi, se non recessive, devono essere sempre rispettose di tali valori».  «Il Tar ha condannato il gioco del Superenalotto ma non ha avuto il coraggio di apportare modifiche, scaricando la responsabilità sul legislatore afferma il presidente del Codacons, Carlo Rienzi. Sulla base di tale ordinanza, diffidiamo il ministero dell’Economia e i Monopoli di Stato a cambiare subito le regole, mentre il prossimo 25 agosto il Consiglio di Stato, cui abbiamo presentato appello, deciderà definitivamente sulla questione. Proprio giovedì c’è stato un incontro molto positivo con i Monopoli di Stato conclude Rienzi nel quale abbiamo sollecitato lo svolgimento di indagini urgenti sulla ludopatia e campagne informative contro l’eccesso da gioco, riscontrando grande disponibilità da parte dell’amministrazione, che a nostro parere è in ritardo e dovrebbe subito attivarsi su tale fronte».

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