Benzina, lite governo-petrolieri “Giù i prezzi”. “Tagliate voi le tasse”
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fonte:
- la Repubblica
ROMA – Scontro governo-petrolieri sul costo dei carburanti mentre la produzione industriale a giugno, a dispetto delle attese, registra un brusco calo mensile dell´1,2%, con una caduta verticale sul 2008 pari al 21,9%. Il vertice convocato ieri al ministero dello Sviluppo economico per mettere un freno agli aumenti record di verde e gasolio è finito con un muro contro muro. Un nulla di fatto che non mancherà di far sentire il proprio peso sulle famiglie, alla vigilia del grande esodo d´agosto. In poche ore, infatti, il prezzo di un pieno è aumentato di almeno 2 euro scatenando le proteste dei consumatori che puntano il dito contro le compagnie petrolifere. Non sono bastate due ore di duro faccia a faccia tra le parti per uscire dalla sala del ministero con una soluzione condivisa: alla richiesta del sottosegretario Stefano Saglia di porre un freno alle speculazioni, di ridurre il differenziale con l´Europa tagliando i prezzi di 2 centesimi al litro, le compagnie hanno opposto un netto rifiuto. «I listini li fanno i mercati internazionali – questa la replica dei petrolieri – e oggi non ci sono le condizioni per una marcia indietro dei prezzi. Semmai – aggiungono – deve essere il Tesoro a tagliare le accise». Ferma – e non meno ad effetto – la risposta del ministro Claudio Scajola che pur non avendo partecipato all´incontro, attraverso un comunicato ha mostrato i muscoli e ha deciso di «allertare l´Antitrust per verificare il comportamento delle compagnie a fronte di aumenti generalizzati e contemporanei». Ma non solo: Scajola è pronto a «valutare» le proposte fatte da alcune associazioni dei consumatori, fino «all´estrema conseguenza di consentire variazioni periodiche mensili o trimestrali» dei prezzi. Una possibilità che l´Unione petrolifera bolla come «un ritorno mascherato ai prezzi amministrati», sulla falsariga degli aggiustamenti previsti per le tariffe di luce e gas, che «potrebbe far scappare via dall´Italia le compagnie straniere». Questo braccio di ferro porterà nei prossimi giorni ad una accelerazione del monitoraggio sui listini. Da metà agosto, infatti, il ministero dello Sviluppo obbligherà tutti i distributori italiani a comunicare quotidianamente i propri prezzi, per fornire ai consumatori una mappa aggiornata della rete in tempo reale. Ma le associazioni dei consumatori restano sul piede di guerra con il Codacons che chiede alla guardia di finanza «di controllare i fogli di acquisto dei carburanti di pompe e depositi, per accertare se vi siano stati rialzi puramente speculativi. In caso di accertamento positivo – aggiunge l´associazione – ossia nel caso che i prezzi di vendita risultino variati nonostante i prezzi di acquisto siano rimasti stabili, chiediamo di procedere al sequestro di quelle pompe e di quei depositi». Sugli automobilisti che affronteranno l´esodo nel prossimo fine settimana resta però l´incognita del prezzo del greggio: il Brent è volato oltre quota 76 dollari al barile e c´è il rischio concreto che l´estate possa scaldarsi ancora con nuovi rincari a partire dai prossimi giorni.
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