Basilicata, ha il petrolio ma il gasolio è il più caro
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fonte:
- La Gazzetta del Mezzogiorno
La benzina corre ancora e il Governo prova a tamponare l’emorragia, convocando le compagnie petrolifere per spiegare l’andamento del prezzo dei carburanti. Ieri altri due centesimi si sono aggiunti al prezzo della benzina, che arriva a sfiorare gli 1,35 euro al litro nei distributori Shell. Dopo i tre centesimi aggiunti da Agip ai propri listini, è il turno del colosso petrolifero anglo-olandese di rialzare di 3,5 cent il prezzo della propria verde, che arriva a 1,349 euro, e di 3 centesimi il diesel, che si attesta a 1,169 euro. Ma gli aumenti sono generalizzati e coinvolgono tutte le compagnie, che, con rialzi di entità diversa, portano la verde agli 1,339 raggiunti ieri da Agip. Più frammentato il panorama sul diesel, il cui prezzo varia dagli 1,158 euro al litro di Erg e Total fino agli 1,169 euro di Shell. I prezzi dei carburanti presentano però differenze notevoli su base territoriale. È Napoli la città dove si spende di più per un pieno di benzina (1,374 euro al litro), mentre per risparmiare qualcosa conviene andare a Trieste (1,324).
Poi c’è il paradosso di Potenza: il capoluogo della regione dove ci sono i pozzi petroliferi ha il gasolio più caro d’Italia. Il ministro per lo Sviluppo Economico, Claudio Scajola, però, rompe gli indugi e convoca per domani pomeriggio le compagnie petrolifere a Via Veneto, perchè vengano illustrati i motivi dell’at – tuale andamento dei prezzi. Prima della decisione di Scajola, puntualmente era già ripartita la carica delle associazioni dei consumatori: se il Codacons denuncia ricadute sulle vacanze degli italiani, Federconsumatori e Adusbef auspicano un abbattimento dei prezzi dei carburanti, anche attraverso la liberalizzazione del canale di vendita. «Ogni anno si verifica la stessa situazione, con aumenti concomitanti agli esodi dei cittadini», afferma il Presidente Codacons, Carlo Rienzi, «ci appelliamo ad Antitrust e Mister Prezzi affinchè indaghino sui rincari dei carburanti». Federconsumatori e Adusbef tornano a chiedere «maggiori verifiche e controlli sul meccanismo intollerabile della doppia velocità».
Ieri è stato il giorno degli interventi della politica, dopo che nella serata di ieri il sottosegretario allo Sviluppo Economico, Stefano Saglia, aveva parlato di «ultimo giro per i furbi». Secondo il presidente della Commissione Prezzi e Tariffe del Senato, Sergio Divina, «è inaccettabile che le aziende di stato, come l’Eni e nel particolare l’Agip, facciano da apripista alla stagione dei rincari. Chiediamo a Tremonti e Scajola di vigilare sulle attività di queste aziende».
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