6 Agosto 2009

Cala il petrolio, ma non la benzina

Continua la corsa al rialzo tra le compagnie: ieri la Shell tira la volata alle altre 

ROMA È Napoli la città dove si spende di più per un pieno di benzina, mentre per risparmiare qualcosa conviene andare a Trieste. A stendere la mappa dei prezzi dei carburanti è la Staffetta Quotidiana, che si basa sui listini rilevati in alcune città nella giornata di ieri. Secondo la ricerca, a Napoli la verde costa 1,374 euro, cinque centesimi in più rispetto a quanto si spende a Trieste (1,324). Le grandi città si trovano a metà classifica: a Roma la benzina costa 1,338 euro, a Milano 1,341. Forti differenze anche nel gasolio: in questo caso è Potenza la città più cara (1,171 euro al litro), seguita a un passo da Palermo (1,170). È invece ancora Trieste quella più economica, con il diesel fermo a 1,144 euro al litro. Differenze minime tra Roma e Milano: nella capitale il gasolio costa 1,163 euro, nel capoluogo lombardo 1,164. Ma spostarsi lungo la Penisola alla ricerca del distributore più economico è complicato. Una soluzione per risparmiare può essere rivolgersi alle cosiddette pompe "bianche", vale a dire quelle non appartenenti alle grandi catene: la benzina qui costa appena 1,236 euro al litro e il gasolio 1,052 euro. NUOVI AUMENTI Intanto anche ieri, dopo quelli di martedì, si sono registrati aumenti per i carburanti. La Shell ha superato tutti gli altri marchi con un rincaro di 3,5 centesimi per la benzina, sfiorando quota 1,35 euro al litro (1,349 euro). Le altre compagnie si sono allineate più o meno al livello raggiunto martedì dall’Agip, intorno a 1,34 euro. PETROLIO Il prezzo dei carburanti cresce, mentre ieri il petrolio è sceso sotto i 71 dollari al barile al mercato di New York dopo un aumento superiore alle previsioni delle scorte di greggio negli Stati Uniti. Il greggio con consegna settembre è calato dell’1,1% a 70,61 dollari al barile. CONSUMATORI La benzina aumenta e le associazioni dei consumatori temono per le tasche degli italiani e chiedono maggiori controlli.  Se il Codacons denuncia ricadute sulle vacanze degli italiani, Federconsumatori e Adusbef auspicano un abbattimento dei prezzi dei carburanti anche attraverso la liberalizzazione del canale di vendita.  I nuovi rialzi dei listini dei carburanti decisi dalle compagnie petrolifere «portano – denuncia Codacons – la verde a sfiorare quota 1,35 euro al litro, e aggraveranno la spesa delle famiglie in partenza per le vacanze». Nessuno sembra essersi accorto, osservano Federconsumatori e Adusbef, in una nota congiunta, che «in questi ultimi giorni, l’euro si è apprezzato sul dollaro, passando da 1,40 a 1,43. Questo dovrebbe comportare un abbattimento dei prezzi, piuttosto che un aumento». Il Governo, secondo Federconsumatori e Adusbef dovrebbe quindi agire «avviando maggiori verifiche e controlli sul meccanismo intollerabile della doppia velocità di adeguamento dei prezzi dei carburanti».

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