La città non si è svuotata, si “sveglia” solo più tardi
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fonte:
- La Sicilia.it
La città non si è svuotata, si "sveglia" solo più tardi. I ritmi, naturalmente, sono quelli estivi: lenti e dettati dalle alte temperature. Ma circolando per le vie di Catania si ha la sensazione che poco o nulla sia cambiato rispetto ad un paio di mesi addietro, a prima che avessero inizio le ferie. Se sino a qualche anno addietro, infatti, ad agosto si fermava tutto e negozi ed alimentari abbassavano la saracinesca perché alle vacanze non si rinunciava per nulla al mondo, oggi qualcosa è cambiato. A riprova due dati inconfutabili: il traffico sempre intenso e tanti negozi aperti, anche al lunedì mattina. «Sono solo cambiati gli orari» conferma il comandante dei Vigili urbani di Catania, Maurizio La Magna.«L’afflusso di traffico è notevole già dalle 9.30 e verso le 10 del mattino, mentre nel pomeriggio il movimento comincia ad incrementarsi dalle 19; in questi orari si toccano le punte di traffico che da sempre caratterizzano la città. Sono tanti i cittadini che probabilmente per ragioni economiche hanno scelto di passare le ferie in città e il movimento è evidente soprattutto nel fine settimana con gli spostamenti sulle autostrade», conclude La Magna. In città, tutto sembra davvero normale. «Più persone rinunciano alla partenza più esercizi rimangono aperti, è una inevitabile conseguenza», afferma Riccardo Galimberti, presidente provinciale Confcommercio Catania. «Circa il 20 per cento di negozi in più rispetto allo scorso anno hanno deciso di ridurre il periodo di chiusura, magari con orari diversi dai soliti o scegliendo la mezza giornata – a discrezione del commerciante, precisa – ma offrendo un’offerta complessiva maggiore. Questo comunque – conclude Galimberti – deve indurre ad una riflessione: bisogna riappropriarsi del centro urbano e lavorare seguendo una seria progettualità». Enza Lombardo, presidente provinciale Confesercenti, addebita la decisione di rimanere aperta di molti commercianti non solo alla crisi economica e quindi alla necessita di "fare cassa" anche ad agosto, ma anche alla nuova tipologia di mercato dettata nei tempi e nei ritmi dai grandi centri commerciali. «Personalmente – esordisce il presidente Confesercenti – sono contraria sia all’orario continuato sia all’apertura domenicale, se non in certi periodi particolari dell’anno come per le festività o per i saldi. Chiaramente, la causa primaria per cui i commercianti quest’anno hanno deciso di chiudere l’attività solo a cavallo di Ferragosto è la crisi, ma si è subita l’influenza anche dall’andamento dei centri commerciali – ribadisce – che restano aperti tutto l’anno. E’ chiaro che quella dei centri commerciali è una gestione diversa che le piccole e medie imprese non possono contrastare se non con lo sforzo personale, cioè rinunciando alle ferie. Rispetto allo scorso anno – conclude Lombardo – comunque la situazione non è cambiata e anche nelle vendite ci si assesta sui livelli e sulle cifre del 2008». Già, e il commento di un commerciante di abbigliamento fotografa mirabilmente la situazione:«Tanta gente, spesa pochissima». Il movimento in città viene confermato anche dalle associazioni a tutela del consumatore. «La sensazione è che sia rimasto in città circa il 20 per cento in più di persone rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, lo confermano i movimenti anche sulle spiagge nel fine settimana». E proprio sugli spostamenti tipici del catanese è stata condotta un’analisi dal Codacons. «Rispetto all’anno scorso continuiamo a ricevere consulenze, all’incirca il 35 per cento in più, e questo indica una chiara presenza. Abbiamo avviato nei giorni scorsi un’indagine nei luoghi e nelle mete balneari da sempre scelte dai catanesi – spiega Francesco Tanasi segretario nazionale Codacons – ed è emerso un dato fortemente in negativo: i lidi restano praticamente vuoti, ad eccezione della domenica, mentre le spiagge libere registrano il pienone. Stesso discorso vale per le passeggiate o per le cene al ristorante. La città è viva e potenzialmente ricettiva – conclude Tanasi – invitiamo i commercianti ad abbassare i prezzi, sia negli stabilimenti balneari sia nei ristoranti per rilanciare i consumi».
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