5 Agosto 2009

Benzina, arriva la stangata d’agosto Le compagnie: “Speculazioni dei consumatori”

GENOVA. Con la colonnina di mercurio, anche la benzina torna a crescere. Tre centesimi di euro, per la precisione, dopo un periodo di calma che si prolungava dal 24 luglio scorso. Il primo colosso petrolifero ad alzare il prezzo è stato l’Eni. Ieri mattina, chi si avvicinava a un distributore di carburante della controllata Agip, doveva fare i conti con un prezzo di 1,340 euro al litro per la verde, e di 1,162 euro al litro per il gasolio. Il fatto che questo aumento arrivi guardacaso con l’esodo di agosto, con strade e autostrade gremite di auto assetate, a molti non è andato giù. Le associazioni dei consumatori sono furenti, e avanzano più di un dubbio in merito all’opportunità della data scelta dalle compagnie petrolifere – che a ruota sono andate dietro alla volata tirata dall’Agip. Rincari un po’ "pelosi", se si passa il termine, decisi quando tutti, ma proprio tutti, in questo periodo almeno una volta la macchina la prendono, vuoi per andare al mare o fare un giro alla domenica con la famiglia. Il fatto poi che sia stata proprio l’Agip a decidere il rincaro, è stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso: «Ma come – si sono chiesti ad esempio all’Adoc, il sindacato dei consumatori – proprio l’Eni aveva promesso di mantenere fermi i prezzi dei carburanti durante l’esodo estivo, e invece sono i primi ad aumentarli?». L’Adoc sottolinea come dal 2007 ad oggi a ridosso delle partenze estive «il prezzo di benzina e gasolio aumenta in modo repentino e immotivato». Mediamente, un litro di benzina rincara del 2,9 per cento, uno di gasolio del 2,7 per cento. Fruttando almeno 40 milioni di euro, considerando due pieni a viaggio per 10 milioni di automobilisti. Quest’anno, a ridosso del primo esodo, «la benzina è improvvisamente salita di quattro centesimi, passando da 1,26 euro a 1,30 euro al litro. Ora, in vista del secondo dell`8 agosto, registriamo un ulteriore rialzo medio dell`1,7 per cento, la verde ha raggiunto un costo medio di 1,32 euro al litro» dicono dall’associazione. Complessivamente, da fine luglio a ieri, in due settimane la benzina è aumentata del 4,7 per cento, per un esborso maggiorato di tre euro a pieno. Mentre il gasolio è addirittura salito del 5,3 per cento. Federconsumatori e Adusbef puntano il dito contro la speculazione: le compagnie petrolifere sarebbero velocissime ad alzare il prezzo appena il petrolio aumenta, e molto lente «ad adeguarsi quando queste ultime sono al ribasso».  Il Codacons vorrebbe vedere i vertici dell’Eni («la compagnia che dovrebbe mostrare un comportamento più responsabile, sapendo che poi le altre compagnie si adeguano agli aumenti»), convocati al tavolo del ministro dello Sviluppo Economico, Claudio Scajola. Ma dall’altra parte, le compagnie non se ne stanno con le mani in mano, e si gettano anima e corpo nella polemica estiva. L’Unione Petrolifera conferma «l’assoluta correttezza di comportamento delle aziende il cui riferimento restano i mercati internazionali», dove negli ultimi giorni si è registrato un aumento del prezzo del petrolio e dei prodotti raffinati. «Queste e non altre – sottolineano dall’Up – sono le motivazioni alla base dei recenti aumenti dei prezzi dei carburanti, sistematicamente ignorate dalle associazioni dei consumatori che, come purtroppo più volte abbiamo dovuto rilevare, proseguono nella loro opera di disinformazione producendo dati basati sulle sensazioni e non su riferimenti oggettivi». Per quanto riguarda il petrolio, osserva l’Unione Petrolifera, «va rilevato che il valore del Platts (l’indice dei prodotti finiti: quindi anche benzina e gasolio), si segnala che la benzina nello stesso periodo ha mostrato un progresso di quasi cinque centesimi euro al litro tornando anch’essa sui valori dell’ottobre 2008. Analogo discorso si può fare per il gasolio. Sicuramente più cauto è stato l’andamento del prezzo interno (al netto delle tasse) le cui variazioni, sia per benzina che gasolio, nell’arco di tempo considerato sono state inferiori a quelle registrate dalle analoghe quotazioni internazionali». E i gestori delle pompe? «Senta, facciamo una scommessa – dice Luca Squeri, della Figisc – scommettiamo che quando il prezzo del carburante si abbassa lei non mi chiama, e non usciranno comunicati, associazioni e quant’altro? Il prezzo del carburante è pubblicato più volte al giorno, è il più trasparente che c’è, ma dipende da delle transazioni di Borsa». Un maggiore controllo da parte del governo? «Al momento ci sono due meccanismi di controllo, uno dell’Antitrust e uno del ministero del Tesoro. Ma ben vengano i tavoli, specie se riusciamo a metterci d’accordo su termini e parametri di questa azione di controllo»
 

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