5 Agosto 2009

La benzina torna a salire sulla spinta del petrolio

 L’Unione petrolifera cerca di minimizzare: «Le compagnie sono corrette. Gli aumenti dipendono dall’andamento dei mercati internazionali»  Super a 1,34 euro e gasolio a 1,162. Consumatori infuriati: «Prezzi veloci nel crescere, meno nei ribassi»

 
 ROMA Nuova corsa dei prezzi dei carburanti che, in concomitanza delle ferie estive, sono tornati a salire. L’Agip ha deciso infatti un consistente aumento dei listini consigliati ai gestori, portando la benzina a 1,34 euro (+3 centesimi) e il gasolio a 1,162 euro (+2,5 centesimi). Con quest’ultimo rincaro, la verde è tornata così ai livelli di ottobre dello scorso anno. Ma non finisce qui: rincari, anche se più leggeri, sono stati effettuati anche dai marchi Api/Ip, Erg, Q8 (solo per la verde), Shell, Tamoil e Total. Aumentano, secondo la rilevazione quotidiana della Staffetta Petrolifera, i prezzi dei carburanti praticati self-service lungo le autostrade che hanno registrato molti movimenti, alcuni di notevole entità (fino a 58 millesimi), prevalentemente al rialzo. Per benzina, sono salite le minime di Agip (+8), Asso (+25), Shell (+12) e Total (+32). L’Unione petrolifera ha spiegato che nella definizione del prezzo dei carburanti «si conferma l’assoluta correttezza di comportamento delle aziende, il cui riferimento restano i mercati internazionali». «Queste e non altre», hanno sottolineato i petrolieri, «sono le motivazioni alla base dei recenti aumenti dei prezzi dei carburanti, sistematicamente ignorate dalle associazioni dei consumatori che producono dati basati sulle sensazioni e non su riferimenti oggettivi». «Le attese di ripresa dell’economia mondiale hanno spinto verso l’alto le quotazioni del petrolio e dei prodotti raffinati (benzina e gasolio) scambiati sulle piazze internazionali», ha aggiunto l’Unione petrolifera, precisando che, per quanto riguarda il petrolio, il valore del Brent è salito dell’11% da ottobre 2008.  Proprio i consumatori – Codacons, Adusbef, Federconsumatori – chiamati in causa dall’Unione petrolifera sono insorti a causa di questi nuovi rincari. Fanno notare come «non appena le quotazioni del petrolio accennano ad aumentare, i prezzi della benzina vengono immediatamente ritoccati al rialzo», mentre sono «lentissimi ad adeguarsi quando queste ultime sono in ribasso». Per il presidente di Federconsumatori, Rosario Trefiletti, e di Adusbef, Elio Lannutti, «è necessario, come da sempre ribadiamo, da un lato avviare dei seri controlli sulle speculazioni in atto (attualmente calcolabili in 6-7 centesimi al litro, pari a una maggiore spesa di 84 euro ad automobilista solo per costi diretti) e, dall’altro, agire con decisione in direzione di una completa liberalizzazione del settore, aprendo la vendita anche alla grande distribuzione, così come già avviene con successo nel resto d’Europa. Da segnalare l’intervento del sottosegretario allo Sviluppo Economico, Stefano Saglia, che annuncia «l’ultimo giro per i furbi». Il governo, spiega, «sta monitorando con attenzione la situazione e intensificando i controlli perché sarebbe intollerabile verificare comportamenti speculativi in piena crisi economica e alla vigilia dell’esodo vacanziero».

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