5 Agosto 2009

Raffica di aumenti. E di proteste

BENZINA CONSUMATORI ALL’ATTACCO. I PETROLIERI SI DIFENDONO: «IN LINEA COI MERCATI»

 ROMA   Dopo dieci giorni di relativa calma i prezzi della benzina tornano a correre. è ancora l’Agip a dettare la linea, con un rialzo di tre centesimi, che porta la verde a 1,34 euro. è salito anche il diesel, +2,5 centesimi a 1,162 euro, mentre rincari, anche se più contenuti, si registrano anche presso i marchi Api/Ip, Erg, Q8 (solo per la verde), Shell, Tamoil e Total. Anche l’ultima fiammata era iniziata con un ritocco dell’Agip, che il 24 luglio aveva rialzato, sempre di 3 centesimi al litro, il costo della benzina, salita allora a 1,31 euro. E, oggi come allora, insorgono i consumatori, mentre l’Unione Petrolifera replica che le variazioni dei listini riflettono quelle che si stanno verificando sui mercati internazionali. La novità è rappresentata dall’intervento deciso del sottosegretario allo Sviluppo economico, Stefano Saglia, che annuncia «l’ultimo giro per i furbi». Il governo, spiega, «sta monitorando con attenzione la situazione e intensificando i controlli perchè sarebbe intollerabile verificare comportamenti speculativi in piena crisi economica e alla vigilia dell’esodo estivo». Per Adusbef e Federconsumatori l’aumento rappresenta «la dimostrazione lampante dell’inac – cettabile meccanismo speculativo di doppia velocità di adeguamento dei carburanti, pronti a scattare al rialzo non appena le quotazioni del petrolio accennano ad aumentare, ma lentissimi ad adeguarsi quando sono in ribasso ».  Secondo il Codacons, l’aumento «è incredibile, perché l’A- gip dovrebbe mostrare un comportamento più responsabile». L’Unione Petrolifera risponde colpo su colpo: «Si conferma l’assoluta correttezza di comportamento delle aziende – spiegano i petrolieri – queste e non altre sono le motivazioni alla base dei recenti aumenti, sistematicamente ignorate dalle associazioni dei consumatori». Secondo l’Up l’andamento dei prezzi in Italia è stato «più cauto» di quello sui mercati internazionali, con rialzi inferiori a quelli visti in Europa.

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