Passeggeri, ecco cosa fare per i rimborsi
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fonte:
- Il Gazzettino
Venezia Tra i rischi della vacanza low cost c’è anche quello di non farla proprio, perché si resta a terra, in quanto la compagnia prescelta è in bancarotta. E’ l’ angoscia degli utenti di MyAir, di quei 3.000 – 5.000, i numeri non sono ancora certi, che hanno comprato i biglietti per le varie destinazioni coperte dalla compagnia. «Per carità, c’è sempre la speranza che il vettore riparta – ironizza Elena Contini di Confconsumatori – ma io al loro posto mi troverei un volo alternativo». Infatti in discussione non è tanto il rimborso del biglietto quanto l’intera vacanza. Se il collegamento non c’è più, come si raggiunge, nei tempi programmati, la località prescelta? Solo chi ha acquistato un pacchetto completo (viaggio e soggiorno) attraverso un tour operator ha la garanzia che il trasferimento sarà effettuato con altri vettori, oppure, alla peggio, di essere rimborsato. Ma chi ha optato per il viaggio on line fai da te, non ha queste certezze. In linea teorica – e l’Enac (l’ente che controlla l’aviazione civile) ieri lo ha ribadito – «resta in capo a MyAir l’obbligo di tutela dei passeggeri anche dopo la sospensione della licenza generale di esercizio per il trasporto aereo». MyAir dovrà quindi attivarsi per reperire sul mercato altre modalità di trasporto. Ma può limitarsi a restituire il prezzo del biglietto. Sul sito www.enac.gov.it sono pubblicate tutte le informazioni. Le associazioni dei consumatori suggeriscono quindi di riproteggersi rapidamente con un altro vettore, conservare gli scontrini e fare istanza di rimborso a MyAir della differenza pagata in più rispetto al biglietto low cost. «A chi ha perso coincidenze e giorni di vacanza già prenotati – avverte Carlo Garofolini dell’ Adico di Venezia – sconsigliamo di firmare liberatorie ma di chiedere il risarcimento del danno tramite le associazioni dei consumatori». Anche il Condacons sta predisponendo una procedura standard per far valere i diritti di passeggeri mancati: presentare, con raccomandata a/r, subito, prima che la situazione di MyAir degeneri in fallimento, la richiesta di rimborso e di compensazione pecuniaria, riservandosi future azioni legali. Se infatti la compagnia vicentina dovesse andare in bancarotta scatterebbe l’insinuazione al passivo. «Il passeggero – avverte il Codacons – ha diritto di scegliere tra il rimborso, entro sette giorni, dell’intero costo del biglietto e la riprotezione, ossia l’imbarco su di un volo alternativo non appena possibile o in una data a lui più conveniente». Indipendentemente dal rimborso, il passeggero ha poi diritto ad una compensazione pecuniaria pari a 250 euro per le tratte fino a 1.500 Km, 400 euro per i voli tra i 1.500 ed i 3.500 Km (o oltre 3.500 Km per le tratte intracomunitarie) e 600 euro per le tratte superiori ai 3.500 Km al di fuori dell’Ue. Questa compensazione non è dovuta solo se la compagnia può provare che la cancellazione del volo è stata causata da circostanze eccezionali o se il consumatore è stato informato della soppressione con almeno due settimane di preavviso. Per i prossimi 14 giorni, dunque, a chi ha comprato MyAir, spetta anche la compensazione pecuniaria che dovrà essere pagata in contanti o buoni viaggio, cosa che il Codacons sconsiglia… Intanto l’Enac preme sulle compagnie per assicurare alternative a tariffe agevolate. Maridiana, che da ieri ha portato a sei le destinazioni servite dal Marco Polo, aggiungendo il collegamento con Catania, ha già comunicato che fornirà la riprotezione sulle sue tratte anche nei prossimi giorni. Alitalia ufficialmente si limita a oggi. Ma è quasi certo che prorogherà il servizio.
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