24 Luglio 2009

La benzina non va in vacanza

 Arrivano le vacanze, si parte e per magia i prezzi dei carburanti si trovano a livelli piuttosto alti. Per fare un esempio, nonostante uno scenario di stabilita’ dei prezzi del greggio, la benzina rimane a ridosso degli 1,3 euro al litro. Non scherza neanche il gasolio, ormai per tutte le compagnie sale sopra gli 1,1 euro. Secondo le tabelle anche la Esso, che aveva tenuto i prezzi piu’ bassi, si e’ messa in coda con un aumento dei prezzi di 8 millesimi di euro ha portato il proprio gasolio a 1,117 euro al litro, collocandosi nella fascia media di prezzo. Un movimento dei prezzi che non piace per niente alle associazioni dei consumatori, che da tempo fanno notare come si adeguino a eventuali crescite dei prezzi del greggio molto ma molto piu’ in fretta di quanto non facciano quando invece le quotazioni scendono.  "Per questo, prima che accada, è necessario che tutte le istituzioni preposte ai controlli dei prezzi dei carburanti intervengano su quella che appare evidente essere una speculazione sulle vacanze degli italiani", attacca il Codacons. L’associazione chiede ad Antitrust, Commissione Industria e Commercio, ministro dello Sviluppo Economico e Mister Prezzi non solo di convocare immediatamente sia l’ Unione Petrolifera che le compagnie petrolifere, ma anche di prendere provvedimenti per calmierare i prezzi.  Il Codacons, ad esempio, vorrebbe che arrivassero provvedimenti per favorire la vendita dei carburanti da parte della grande distribuzione. Non solo, ci vorrebbero modifiche legislative, che prevedano "cartelli luminosi per esporre i prezzi praticati e sanzioni severe per chi non li espone in modo ben visibile, ?benzacartelloni? anche in città e controlli della Guardia di Finanza alle pompe, sia per controllare i litri effettivamente emessi che la corrispondenza tra i prezzi esposti nei cartelli e quelli effettivamente praticati".
 

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