Carburanti, compagnie compatte nel rincaro
-
fonte:
- Il Secolo XIX
Roma. Proseguono i rialzi dei prezzi dei prodotti raffinati nel mercato del Mediterraneo. E la rete carburanti italiana è – effetto domino – alle prese con una nuova ondata di aumenti dei prezzi. Lo dicono le rilevazioni della Staffetta Quotidiana secondo la quale, dopo la mossa di Agip di martedì, ieri tutte le compagnie hanno riportato rialzi tra i 5 e i 10 millesimi sulla benzina e tra i 12 e i 21 millesimi sul gasolio. Ieri, dunque, prezzi medi nazionali calcolati dalla Staffetta per quanto riguarda la «verde» andavano dagli 1,284 euro al litro di Erg ed Esso agli 1,299 euro al litro di Shell; per il gasolio i valori oscillavano dall’1,109 euro al litro di Esso all’1,124 di Shell. E i segnali dai mercati internazionali lasciano prevedere che la tendenza al rialzo non si fermerà in queste ore. Sempre ieri, mentre in Italia le compagnie decidevano di adeguarsi alla fuga in avanti condotta da Agip, il ministro dei Rapporti con il Parlamento, Elio Vito, proprio di benzina parlava durante il question time alla Camera. Il prezzo industriale dei carburanti, osserva Vito, ha registrato un netto calo rispetto al 2008, e il governo ha avviato nuove iniziative per rendere più agevole la comparazione dei prezzi. «Nel mese di luglio – ha spiegato in Aula – i prezzi industriali medi di benzina e gasolio sono calati rispettivamente del 31,8% e del 44,4% rispetto allo stesso mese del 2008. Prendendo come riferimento il periodo dal 6 al 13 luglio 2009 – ha aggiunto – a fronte di un calo del prezzo del petrolio pari al 7,1% si è però registrato un prezzo della benzina superiore alla media europea». Ribadendo che «oggi i prezzi dei carburanti non possono essere più amministrati, in quanto sarebbe contrario alle norme antitrust europee», Vito ha ricordato l’impegno del ministero per lo Sviluppo economico nel perseguire un allineamento del costo industriale dei carburanti rispetto alla media europea attraverso un tavolo permanente di confronto del mercato con una nuova metodologia di comparazione dei prezzi tra i Paesi dell’area euro. Ma l’azione del governo non convince i consumatori, che ieri sono tornati a chiedere che «tutte le istituzioni preposte ai controlli dei prezzi dei carburanti intervengano su quella che appare evidente essere una speculazione sulle vacanze degli italiani». Il Codacons chiede all’Antitrust e al governo di convocare l’Unione petrolifera e di calmierare i prezzi. In particolare si chiedono provvedimenti per favorire la vendita dei carburanti da parte della grande distribuzione; cartelli luminosi per esporre i prezzi e sanzioni severe per chi non li espone in modo visibile; controlli della guardia di finanza alle pompe.
-
Sezioni:
- Rassegna Stampa
-
Aree Tematiche:
- ECONOMIA & FINANZA
