“Stato di calamità in tre province” Como, Lecco e Bergamo: la prima stima è 100 milioni di danni
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fonte:
- Corriere della Sera
MILANO «Non ho il minimo dubbio che Maroni farà firmare quanto prima il provvedimento che dichiara lo stato di calamità ». Sentiti e anticipati ringraziamenti al governo da parte di Alessio Butti, senatore comasco del Pdl. Parole felpate, quelle del parlamentare lariano, ma anche sibilline. Ieri a Como, Lecco, Bergamo si è fatta la ricognizione dei danni causati da 24 ore di pioggia, vento e grandine e per le tre province è stato sollecitato l’intervento straordinario da parte del governo. Ma mentre Varese , devastata dal nubifragio tre giorni fa, ha avuto risposta positiva del governo per voce del concittadino Maroni in un battibaleno, le altre tre province lombarde ieri sera erano ancora tra color che son sospesi. «Ma per dichiarare lo stato di calamità specifica Stefano Maullu, assessore regionale alla Protezione civile è necessaria una riunione del Consiglio dei ministri. La richiesta è già stata formalmente presentata dal presidente Formigoni». Maullu ieri mattina ha compiuto una ricognizione sulle zone che hanno subito danni, cominciando da Lecco . Ripristinata la circolazione lungo la statale 38 per Colico , così come la circolazione dei treni; ma frane e interruzioni a singhiozzo si registrano ancora in Valsassina e a Ballabio . Situazione critica anche a Civate , dove per precauzione 12 persone sono state evacuate. Qui si registra anche un disperso, un sessantenne che potrebbe essere caduto nel torrente Toscio. I carabinieri hanno però trovato vicino al corso d’acqua il portafogli dell’uomo, particolare che fa pensare a un suicidio. In provincia di Bergamo sono 50 le abituazione sgomberate, quasi tutte a Riva di Solto , sul lago d’Iseo; il vento ha abbattuto complessivamente 5.000 alberi. Le zone più colpite sono la Valcavallina e la Bassa nei dintorni di Treviglio. Ieri, invece, la provincia più colpita è stata Como : le centraline della Navigazione del Lario hanno registrato raffiche di vento fino a 108 chilometri orari che hanno divelto alcuni elementi della copertura allo stadio Senigallia, abbattuto due pali dell’Enel e fatto volare tegole di decine di abitazioni. Per la pioggia è invece esondato un torrente nella parte alta di Campione d’Italia , costringendo una decina di persone ad abbandonare le case. In provincia di Pavia , infine, un automobilista è rimasto ferito dalla caduta di un albero a Bereguardo , lungo la A7. «La stima complessiva dei danni ha detto l’assessore Maullu si avrà solo nei prossimi giorni: ogni singolo Comune dovrà inviare una richiesta dettagliata alla Regione». Il conto finale sarà secondo una stima provvisoria di 100 milioni di euro: solo a Varese è già stata superata la soglia dei 10 milioni. La discussione è però se il conto debba essere pagato dallo Stato. «Sì, perché siamo di fronte a eventi eccezionali, basta fare un giro di ricognizione per rendersene conto» afferma il senatore Butti. Non è di questo avviso il Codacons, che anche ieri per voce del suo presidente Marco Donzelli ha parlato di «richiesta lobbistica » partita dalla Lega Nord. «Né a Como né a Lecco ci sono stati uragani e cicloni e se gli alberi sono finiti sulle strade è solo perché chi aveva la responsabilità della loro manutenzione non li ha potati». Il Codacons chiede alla magistratura di indagare per verificare se esistano profili penalmente rilevanti, dall’omissione d’atti d’ufficio all’attentato alla sicurezza dei trasporti.
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