CALDO: CODACONS, PIANO PREVENZIONE GOVERNO UN VERO FALLIMENTO
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fonte:
- AGI
(AGI) – Roma, 16 lug. – Il Piano operativo nazionale per la prevenzione dei rischi per la salute da ondate di calore, riconfermato nei giorni scorsi dal Governo, si e’ gia’ rivelato negli anni scorsi un vero fallimento. Lo dice il Codacons, che chiede al governo una procedura ben definita contro le ondate di calore, con anagrafe delle fragilita’ e medici di famiglia piu’ attenti alle categorie a rischio. "Dal momento in cui si passa dal livello 2 (rischi per la salute delle persone piu’ fragili e anziane) al livello 3 (elevato rischio per la salute della popolazione) i medici di famiglia – si legge in una nota dell’associazione – siano obbligati ad andare a visitare gli anziani a rischio da loro stessi inseriti nell’Anagrafe della fragilita’". Il 50% dei comuni italiani non ha provveduto a compilare l’Anagrafe della fragilita’ – sottolinea l’associazione – e il Piano non obbliga nessuno a fare niente. Non basta, infatti, come attualmente previsto, un generico allarme caldo, il richiamarsi ad accordi regionali o a progetti condivisi con i comuni, in realta’ inesistenti, lanciare i soliti numeri verdi o pubblicare opuscoli scaricabili da internet". Il Codacons "fin dal 20 agosto 2003, da quando con un comunicato per primo denuncio’ la strage di anziani in corso (furono 34.071 gli anziani morti secondo l’indagine poi condotta dall’Istituto Superiore di Sanita’). "Avremo come ogni anno anziani morti e Pronto Soccorso intasati. Il Piano deve prevedere compiti precisi da assolvere in questi casi, altrimenti nessuno fara’ niente ed i fax resteranno lettera morta. Ecco le semplici cose che dovrebbe prevedere il Piano per i medici di famiglia: obbligo da parte dei Comuni e delle Asl di avvisare i medici di famiglia del passaggio al livello 2 e al livello 3; far preparare loro le liste dei pazienti a rischio; dare consigli su come fronteggiare il caldo ai pazienti a rischio e ai loro famigliari; in caso di passaggio al livello 3, andare a trovare in casa i pazienti piu’ a rischio, anche se non chiamati; non attaccare le segreterie telefoniche e visitare in giornata anche chi chiama dopo le 10 del mattino; in caso di ferie dare ai loro sostituti l’elenco dei pazienti a rischio da visitare a domicilio.(AGI) Red
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