Aborto incompleto, Codacons parte civile
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fonte:
- Messaggero Veneto
SAN VITO. Il tribunale di Pordenone ha ammesso il Codacons (rappresentato dall’avvocato Alessandro Magaraci) come parte civile nel processo a carico di Paola Francesca Marzano, medico dell’unità operativa di Ostetricia dell’ospedale di San Vito al Tagliamento, imputata di omissione di atti d’ufficio. Il processo, slittato al 6 novembre, è in corso davanti al tribunale collegiale presieduto dal giudice Eugenio Pergola, a latere Roberta Bolzoni e Monica Biasutti. Per l’accusa c’era il pm Giorgio Cozzarini. Tra le finalità del Codacons vi è anche la tutela della salute e quindi della sanità, la trasparenza dei contratti e gli utenti. Per questo il sodalizio ha ritenuto di doversi costituire come parte civile nel processo. La vicenda risale al 2007. La notte tra il 24 e il 25 maggio nell’ospedale sanvitese venne effettuato un intervento di interruzione di gravidanza. Avvenuta l’espulsione del feto, la dottoressa (assistita dall’avvocato Valter Santarossa), che era in turno di guardia, fu chiamata per completare l’aborto: ma, in quanto obiettrice di coscienza, non intervenne, e fu chiamato il dottor Manfred Gamper, direttore del reparto di Ostetricia, che completò l’operazione. Per essersi rifiutata di eseguire il completamento dell’aborto, la dottoressa era stata accusata di omissione di atti d’ufficio e, quindi, rinviata a giudizio per tali ipotesi di reato su richiesta del pubblico ministero.
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