SVILUPPO: CAMBIA LA CLASS ACTION,CONSUMATORI PROTESTANO
-
fonte:
- Ansa
ENTRA IN VIGORE A GENNAIO 2010, CATRICALA CRITICO SU RINVIO
(ANSA) – ROMA, 9 LUG – Cambia volto la class action. Il
disegno di legge sullo Sviluppo approvato dal Senato toglie ogni
possibile effetto retroattivo alla norma che, in base all’ultimo
decreto varato dal governo, scatterà solo il primo gennaio
2010. Ma cambiano anche le modalità per avviare queste "cause
collettive" e le novità non piacciono alle associazioni dei
consumatori che lamentano l’ulteriore stretta sull’applicazione
della norma. Qualche distinguo arriva anche dal presidente
dell’ Antitrust, Antonio Catricalà che disapprova la proroga
della class action mentre definisce "una scelta politica" la
decisione di stabilire la non retroattività. "In linea di
massima – ha però osservato il presidente Antitrust – sarebbe
opportuno che i principi fossero quelli del Codice Civile, cioé
che i diritti non prescritti siano azionabili".
La nuova legge sullo Sviluppo, che ha ricevuto l’ok
definitivo da Palazzo Madama dopo ben quattro letture in
Parlamento e un iter durato quasi un anno, incide sulla
fisionomia della Class Action così come era stata delineata
dalla finanziaria di due anni fa.
La norma di maggior rilievo riguarda una più incisiva stretta
alla retroattività. L’azione di classe varrà solo per gli
illeciti commessi dopo l’approvazione del Collegato allo
Sviluppo. Rimane così fuori non solo la possibilità di
un’azione collettiva sui grandi crac che hanno investito il
Paese negli ultimi anni come Cirio e Parmalat, ma anche la
possibilità per azionisti ed obbligazionisti di Alitalia di
promuovere giudizi congiunti.
Novità arrivano anche per i criteri di attivazione. Ora
possono agire in giudizio, oltre alle associazioni e ai comitati
più o meno spontanei, anche i singoli consumatori in grado di
aggregare gli interessi di una classe omogenea. Inoltre l’azione
potrà essere proposta una sola volta per ogni illecito. Arriva
poi un primo accenno alla creazione di giudici specializzati: le
competenze saranno infatti concentrate solo su alcuni tribunali
accorpando anche le Regioni.
I consumatori hanno protestato vivamente per la modifica
delle norme. "Il rinvio e la nuova stesura della
class action – affermano alla Federconsumatori – sono una
manovra contro chi viene truffato e un aiuto a chi ha
volutamente truffato". Per Elio Lannutti, presidente Adusbef e
senatore Idv, "il Governo ha messo una pietra tombale sugli
scandali finanziari, da Cirio a Parmalat ai Tango Bond, che
hanno rovinato la vita ad un milioni di risparmiatori".
Usa l’arma della provocazione il Codacons che, a legge
approvata, sostiene: "i consumatori preferiscono rinunciare
alla class action e invitano il Parlamento a non introdurla nel
nostro ordinamento". "E’ evidente – afferma il presidente
Codacons, Carlo Rienzi – come i nostri politici e i nostri
governanti abbiano ceduto alle pressioni di Confindustria, che
ne ha influenzato fortemente le scelte". Anche l’Adoc pigia lo
stesso tasto: le nuove norme – sostiene – sono un gioco che
danneggia i consumatori e premia le imprese scorrette.(ANSA).
-
Sezioni:
- Rassegna Stampa
-
Aree Tematiche:
- ECONOMIA & FINANZA
