Passa la class action Milano polveriera d’Italia
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MILANO – Davide contro Golia, i deboli che vincono sui forti. Tutti insieme all’arrembaggio. I cittadini uniti contro gli enti, i comuni, le regioni, e le imprese. Contro chi dovrebbe occuparsi della manutenzione di strade e autostrade ma non lo fa, contro chi dovrebbe garantire misure e provvedimenti per abbattere l’inquinamento e permette invece che lo smog trasformi la città in una ciminiera. Contro le grandi società dei trasporti che costringono i pendolari a veri e propri viaggi da incubo, stipati in vagoni sporchi e vecchi. E sempre in ritardo. Ma anche contro quelle amministrazioni locali che danno «multe ingiuste e sbagliate agli automobilisti» attacca il Codacons. Da ieri, l’Italia ha una legge sulla class action o azione collettiva e Milano si candida ad essere la capitale di tutte le cause. Perché è nel capoluogo lombardo che hanno sede le grandi aziende e perché Milano è una città polveriera, piena di contraddizioni e problemi che hanno reso quasi impossibile viverci. Tanto che in quindici anni un terzo della popolazione si è arresa spontaneamente, se ne è andata, sapendo bene che pur avendo ragioni comuni da vendere non c’era luogo o modo di farle valere. Ma (forse) da ieri si è voltato pagina. E le associazioni dei consumatori sono già al lavoro per portare le cause collettive in Tribunale. Ecopass e multe Le priorità sono molte. Ma tra le prime class action milanesi non potrà certo mancare quella contro Ecopass. Appena varato il provvedimento, a gennaio del 2007, c’era già chi aveva pensato di denunciare il Comune. La legge sulla class action (allora) era stata invocata inutilmente e ora che c’è potrà valere solo da gennaio. Ma piuttosto che niente è meglio piuttosto, dicono a Milano. Così a gennaio 2010 si potrà smettere di impugnare le multe una ad una e farlo collettivamente. Autostrade e code Ma a rivolgersi ad un Tribunale potrebbero essere anche le migliaia di automobilisti che ogni giorno trascorrono ore in coda sulle autostrade e tangenziali milanesi. «Sono ore di lavoro perse – fanno sapere dal Codacons – sono danni che i sette milioni di automobilisti lombardi sono costretti a subire quotidianamente». «Nel 2010 – continua l’associazione – sulle tangenziali milanesi, nelle ore di punta, si viaggerà a 23 km/h. E ad essere danneggiato sarà non solo l’automobilista ma anche il consumatore, su cui verranno scaricati tutti i costi aggiuntivi del trasporto». Buche e allagamenti Strade dissestate e interi quartieri che finiscono sott’acqua al primo temporale. E da oggi sui banchi del Tribunale potrebbero finire anche enti e società che non garantiscono la «giusta manutenzione». Perché se ad ogni acquazzone «Lambro e Seveso esondano non si può parlare di emergenza. Ma di mancati interventi» continua il Codacons. Inquinamento Tra le possibili class action potrebbe poi esserci quella contro lo smog in città. «Contro chi dovrebbe garantire un’aria respirabile a Milano e non lo fa» attacca il Codacons. Già, perché i morti per l’inquinamento «sono circa mille all’anno – prosegue – senza contare le migliaia di bambini con problemi di asma». Vecchi scandali La nuova legge, però, «non è retroattiva» sottolineano le associazioni dei consumatori. E non varrà quindi per i "vecchi scandali". Non potranno perciò gli ex pazienti della clinica degli orrori (finiti in sala operatoria solo per far aumentare i rimborsi) intentare una class action contro la "Santa Rita", e nemmeno le migliaia di famiglie costrette a seppellire i morti in altre città per via dello scandalo cimiteri. Lo stesso per i migliaia di utenti che inconsapevolmente pagavano bollette del gas "gonfiate" da contatori truccati.
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