9 Luglio 2009

Cara tavola

 
 Non si scappa. Siamo in crisi e i prezzi continuano ad aumentare soprattutto sulle nostre tavole. Così, anche se il mese scorso si è verificata un’inversione di rotta con l’inflazione ai minimi da 40 anni, l?Istat ha tuttavia certificato che i prezzi del cibo per le famiglie italiane continuano a salire senza sosta con un +2,5% annuale, che è quasi il triplo di quello registrato dall’inflazione media (+0,9%). E di qui il timore, più che giustificato, delle associazioni dei consumatori che parlano di un calo illusorio del caro-prezzi, poiché dovuto solamente alla diminuzione virtuale del comparto energia. Così i cittadini continuano a mettere in conto un vero salasso quando vanno a fare la spesa.  Solo per gli alimentari infatti – calcola il Codacons – si dovranno sborsare 420 euro in più nel 2009. Un aumento che considera, infatti, anche i rincari registrati nell’ultimo anno dalla carne: +12%. Ma, commenta l’Adoc, sono saliti soprattutto i prezzi del pollame (+13%) e dei suini (+11%), con un conseguente ed inevitabile vistoso calo dei consumi. In questo modo, per colpa del portafoglio leggero, chi poi ci rimette è l?indiscussa bontà presente da sempre sulle nostre tavole. Ma allora di chi è la colpa se i prezzi degli alimenti aumentano del 488% dal campo alla tavola? Delle campagne? No, per niente, a vedere i numeri che, anzi, parlano di una vera e propria deflazione nelle campagne. Come confermano le organizzazioni agricole. Coldiretti, Cia e Confagricoltura denunciano infatti ?forti distorsioni nel passaggio degli alimenti dal campo alla tavola, che danneggiano imprese agricole e consumatori?. In altre parole, a fronte dell?aumento relativo ai pezzi dei prodotti alimentari – certificato dall?Istat – si assiste invece a un calo del 12,7% dei prezzi agricoli alla produzione?.

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