7 Luglio 2009

Costo? Una “sciocchezza”, 352 euro

Cinque fette di prosciutto, due primi (spaghetti all’astice ed un piatto di spaghetti ai funghi), un pesce in bianco diviso a metà con contorno di quattro funghi porcini, vino, un caffè. Costo? Una "sciocchezza", 352 euro. A pochi giorni dalla denuncia di una coppia di turisti giapponesi che si sono visti recapitare un conto di 579 euro più 115 di mancia, nello stesso ristorante di piazza Navona, Il Passetto, nel centro di Roma, un’altra coppia sempre di giapponesi il 7 giugno ha subito il medesimo trattamento. E ha sporto denuncia. Ma intanto i gestori parlano di «congiura». Il grande eco avuto sui giornali e sulle televisioni giapponesi della vicenda dei loro connazionali truffati, nella Capitale, dopo un pranzo, nel noto ristorante, ha spinto tanti altri turisti giapponesi, ancora in vacanza in Italia, a denunciare alla polizia di analoghi fatti. E così anche in quest’ultimo caso i turisti, subito dopo aver «regolarizzato il conto» si sono recati al commissariato Trevi per denunciare quanto accaduto. Agli agenti i due hanno raccontato che mentre si trovavano fuori dal ristorante sono stati avvicinati da un cameriere che con «modi affabili» li ha fatti entrare. Lo stesso cameriere ha quindi mostrato le pietanze, a cominciare dal pesce in esposizione in un banco frigo e chiedendo l’ordinazione senza mostrare il menu perché «lui avrebbe pensato a servirli per il meglio». Il conto in un primo momento era di 293 euro, i due giapponesi dopo aver consegnato la carta di credito, si sono accorti dalla ricevuta fiscale che il conto era salito a 352 euro. I due hanno chiesto spiegazioni al cameriere, che si è subito giustificato asserendo che gli ulteriori 59 euro erano le tasse sul conto finale. Tuttavia da un raffronto tra i prezzi indicati sul menu e quelli realmente praticati, la maggiorazione era di 100 euro da aggiungere ai 59 euro non dovuti. «Invitiamo chiunque sia stato danneggiato a darcene notizia», si raccomanda il vicesindaco, con delega al turismo, Mauro Cutrufo. «A questo punto – aggiunge – è ovvio che si evidenzia un mal comportamento, che la magistratura dovrà senza dubbio accertare, ma che comunque reca, senza ombra di dubbio, un danno enorme a livello internazionale, alla città. L’aiuto degli operatori e delle associazioni di categoria, oltre alla politica che l’amministrazione sta già mettendo in campo, farà sì che le poche mele marce verranno tolte dal cesto della bella offerta turistica di Roma». Intanto continuano senza sosta i controlli da parte della polizia municipale, nei ristoranti e nei negozi del Centro storico. Gli agenti del I Gruppo, diretti dal comandante Cesarino Caioni, nel fine settimana hanno effettuato 105 controlli, 12 contravvenzioni di occupazione di suolo pubblico, due per menu irregolare (in un ristorante non c’era il listino prezzi in inglese, nell’altro non erano riportati gli alimenti surgelati) e nove contravvenzioni da 1500 euro l’una per aver anticipato la giornata dei saldi. A disporre il rafforzamento dei controlli, soprattutto in questo periodo di maggiore affluenza di turisti, è stato l’assessore capitolino al Commercio, Davide Bordoni, promettendo l’applicazione delle sanzioni massime in caso di inadempienze. «Con la Polizia Municipale – spiega Bordoni – abbiamo avviato da tempo una collaborazione che in ha dato e sta dando, visti i numeri, ottimi risultati. In concomitanza con l’arrivo della stagione estiva, abbiamo ritenuto opportuno potenziare i controlli sugli esercizi commerciali».  Il presidente del Codacons, Carlo Rienzi, non perde tempo «in questi giorni faremo partire le ronde anti-truffa nella Capitale effettuando controlli in bar, ristoranti, negozi e venditori ambulanti di generi alimentari».

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