5 Luglio 2009

Tutti in coda per le griffe ma la crisi frena anche i saldi

 Meno 4% in un anno, oggi aperti sette negozi su dieci Meno 4% in un anno, oggi aperti sette negozi su dieci La giornata Tutti in coda per le griffe ma la crisi frena anche i saldi Le vendite reggono in centro, flessione forte in periferia Via ai controlli dei vigili sui cartellini

  centro affollato, periferia abbandonata, affari pochi. è la sintesi della prima giornata dei saldi. Il bilancio lo fa l´Unione del Commercio: «C´è una flessione del 4% – spiega Renato Borghi, vicepresidente dell´Unione – che conferma le nostre previsioni di una minore spesa per l´andamento generale dei consumi. Ma il dato non fa diminuire la fiducia nell´andamento delle prossime giornate di questi saldi, perché l´offerta è di qualità e i prezzi sono convenienti». L´abbigliamento è come sempre il re dei saldi, con t-shirt, polo, pantaloni leggeri e scarpe estive come articoli più richiesti. Lo scontrino medio è di 190 euro, lo sconto medio del 35%. Oggi il 70% dei negozi resta aperto. Federazione Moda Italia, l´associazione imprenditoriale di categoria, invita a devolvere una parte dei guadagni ai colleghi dell´Aquila. Tra le associazioni di via dei commercianti, la più soddisfatta è Buenos Aires Futura: «Da noi andamento positivo e incassi come lo scorso anno – dice il presidente Luigi Ferrario – . In questa congiuntura economica, non è poco, almeno liquidiamo il magazzino e recuperiamo denaro che è linfa vitale per l´attività, data la stretta creditizia». Gaetano Bianchi di Ascoloren dà invece ragione alle stime dell´Unione: «Non vedo molto entusiasmo, mi pare che siamo sotto le vendite dell´anno scorso. Tanta gente, pochi acquisti». In periferia, poi, non si vede gente nemmeno in negozio, figuriamoci alla cassa. Lo racconta afflitto Franco Calabrese dell´associazione di via Ripamonti: «Da noi è il deserto. Il centro è sempre privilegiato, nelle periferie è ancora più difficile se mancano anche parcheggi, arredo urbano e un´illuminazione decente». La parola d´ordine dell´Unione è l´ottimismo. Occorre tuttavia invertire presto la tendenza, perché è vero che quello di ieri era solo il primo dei 60 giorni di sconti, ma è vero pure che sono le prime due settimane a caratterizzare la stagione.  Il flop era stato previsto anche dal Codacons, che a Milano, come nelle altre grandi città italiane, ieri registrava grande affluenza ma pochi scontrini. Per proteggere i consumatori, il Comune manda in pista la sezione Annonaria dei vigili, cento persone che hanno fotografato i prezzi senza sconti e da ieri, dice il vicesindaco Riccardo De Corato, eseguono «controlli mirati per verificare che gli sconti siano reali e multare chi pratica falsi ribassi».
 

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