Partono i saldi, “opportunità anti-crisi”
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fonte:
- Corriere del Veneto
VERONA – Con un giorno d’anticipo sull’anno scorso ma sempre, come vuole la norma regionale, il primo sabato di luglio, inizieranno quest’oggi i saldi a Verona e provincia. Porte aperte e vetrine rivoluzionate in quasi duemila negozi di abbigliamento e di calzature, alcuni dei quali hanno scelto ieri la chiusura anticipata (o addirittura di tenere le serrande abbassate per un paio di giorni) per avere il tempo di sostituire le etichette e di organizzare i propri spazi. Giorni che comunque, chi potrà recupererà tenendo aperto anche domani, tra cui la stragrande maggioranza dei negozi del centro. Se, stando a quanto asseriscono associazioni di categoria e movimenti per la tutela dei consumatori, le svendite estive dovrebbero segnare un ritorno alla grande dei clienti nei negozi, dopo gli acquisti «centellinati» degli ultimi mesi, i commercianti si dicono però prudenti. «La speranza è la solita: che vada al meglio – dice tra gli altri, Sabina dell’omonimo negozio in corso Portoni Borsari – le svendite, da questo punto di vista servono sempre, e i clienti le stanno aspettando ». Fiducioso anche l’assessore al commercio di Palazzo Barbieri, Enrico Corsi: «La crisi c’è stata, inutile negarlo – afferma – per fortuna i nostri commercianti sono poco inclini a lamentarsi e molto a darsi da fare. Per la giornata di oggi si prevede una buona affluenza in città, ma non tale da creare disagi con scuole chiuse e parte dei veronesi già in ferie». E per quanto riguarda i saldi, ai centri negli ultimi giorni di una polemica circa la loro necessità, Corsi sottolinea: «E’ tuttora una grossa opportunità per il commercio, forse nonostante tutto il mezzo più efficace. Ma in futuro auspico che vengano sentite di più le necessità dei commercianti: non più date e regole calate dall’alto dalla regione ma discusse attorno ad un tavolo». Il periodo di saldi durerà fino al 31 agosto. Destinati a quanti faranno acquisti i decaloghi stilati dalle associazioni dei consumatori. Innanzitutto occhio ai prezzi, che devono essere chiari e sempre specificare la somma originaria, barrata, e la percentuale di sconto. Anche per capo in saldo, inoltre vale le stesse regole di quelli a prezzo pieno: la merce deve essere in buono stato (quella difettosa può sempre essere venduta, purché il cliente sia doverosamente informato e siano previsti ulteriori sconti), può essere cambiata previa presentazione dello scontrino fiscale e ci dev’essere la possibilità di pagare con Bancomat o carte di credito, purché il negozio le preveda anche durante il resto dell’anno. «La maggior parte delle segnalazioni che ci arrivano – spiega Stefano Fanini, avvocato del Codacons – riguardano proprio questo: il cliente si lamenta perché il commerciante non ha voluto applicare le normali garanzie alla merce. Ma non c’è niente di "speciale" nei capi scontati da giustificare un simile comportamento ».
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