Pronti via ed è già caccia allo sconto
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fonte:
- Il Messaggero
PERUGIA – Pronti via ed è già caccia allo sconto. Ufficialmente domani, nei fatti la rincorsa all’affare di inizio estate è partita da giorni. Sono ormai centinaia, infatti, i negozianti che specie nelle grandi città praticano i cosiddetto "sconti sottobanco" in particoalre quando si tratta di accontentare un cliente abituale. E per la prima volta, i commercianti si sono mossi anche con la tecnologia, invitando consumatori vecchi e nuovi ad approfittare di super sconti già da un paio di settimane. Il tutto per vivacizzare una formula che per Pierre Orsoni di Telefonoblu «è al capolinea» mentre per Angelo Garofalo dell’Adoc Umbria porterà, al massimo, ad una spesa media di 100 euro con due umbri su cinque che non potranno mettere piede in alcun negozio di scarpe o vestiti. Il rischio flop esiste anche e soprattutto per la crisi che attanaglia le famiglie della nostra regione cui ormai anche la spesa per rinnovare il guardaroba estivo è diventato un lusso che in pochi possono permettersi. «Le vendite estive – spiegano da Confcommercio – non stanno andando bene e all’origine c’è una generalizzata difficoltà nei consumi che investe in modo particolare il comparto abbigliamento, accessori e calzature». La stessa organizzazione parla di «parziale recupero» grazie ai saldi al via con sconti che in media saranno superiori al 30%. Sullo sfondo, le rigidità di Confesercenti che sin dallo scorso 18 giugno, quando la Regione ha ufficializzato il 4 luglio come partenza estiva dei saldi, ha mostrato tutta la sua contrarietà a tale decisione. «Il gioco al ribasso della data dei saldi – sostiene Gianfranco Urbani, presidente regionale Fismo – va contro gli interessi dell’intero commercio e dell’intera categoria». Ma come in tutte le grandi famiglie, non mancano i battitori liberi. Così, ecco che le difficoltà del settore hanno portato molti negozianti ad allettare clienti (specie famiglie) con sms, mail e telefonate, inviando un codice presentando il quale era possibile ottenere sconti anticipati del 50%. «Sono offerte vere – spiega Carla Falcinelli, presidente Codacons Umbria – verificate a Perugia, Bastia e Corciano. Le stesse condizioni tuttavia venivano praticate anche a chi si presentava "non invitato».
Che cosa non si fa per conquistare un cliente in più. Una volta erano le locandine, poi sono arrivati i volantini, oggi sono mail, sms e telefonate dirette ad invitare ed invogliare i consumatori all’acquisto. Specie con i saldi dietro l’angolo. Sconti che stando alle indicazioni delle organizzazioni dei commercianti saranno superiori al 30% e che secondo una stima del centro studi di Confcommercio porteranno ad una spesa media per famiglia di circa 240 euro facendo realizzare al settore il 12% circa del totale del fatturato annuo. Tutto questo mentre Confesercenti dell’Umbria invita a riflettere «su una data unica nazionale posticipata», parlando dello spostamento al 4 luglio, come di «improvvisazione» che ad alcuni negozi ha recato anche un danno economico. «Qualcuno, infatti, si era già orgnizzato con la campagna pubblicitaria». Restano tiepide le previsioni dei consumatori con l’Adoc Umbria che stando all’indagine condotta su un campione di consumatori, il 41,67% non farà acquisti mentre l’11,11% spenderà al massimo 50 euro. «Secondo il sondaggio – spiega il presidente regionale Angelo Garofalo – solo il 17,2% dei consumatori umbri avrà un budget di poco superiore ai 100 euro. La contrazione della spesa è conseguenza della crisi economica in corso: le famiglie tagliano sui beni secondari e spesso cominciano da abbigliamento e calzature». Così, per attrarre clienti nei negozi ecco la trovata che per i saldi estivi 2009 sembra aver preso definitivamente piede. «Ci sono negozi che inviano mail o sms invitando le persone a recarsi nei negozi 5-10 giorni prima dei saldi – dice Carla Falcinelli, presidente del Codacons Umbria – allegando un codice da presentare poi al momento dell’acquisto e con il quale ottenere sconti del 50% su quanto esposto». Spesso lo sconto praticato è stato però più basso perché molte mail sono partite prima del 18 giugno, quando è stato deciso di anticipare la data dei saldi. «Qualcuno ha giocato sulle date e sul fatto che il cliente si sarebbe dovuto recare prima a negozio. In altri casi abbiamo scoperto che il codice era un bluff perché lo sconto poi veniva praticato a tutti: nessun problema ovviamente, ma è importante dire che il cliente in questi casi non è un "prescelto"». In altri casi, la pratica più diffusa è quella del pre-saldo. «Ci sono negozi che, specie con i clienti abituali, mettono da parte la merce che poi viene acquistata dopo l’inzio ufficiale dei saldi. Altra cosa è invece spacciare per saldo di stagione, anticipato o sotto banco che si voglia chiamare, merce dell’estate scorsa. Quella di invogliare tramite mail, sms o telefonate, è una tecnica per portare gente nei negozi contro la quale non abbiamo nulla in contrario: l’importante è non ingannare le persone che, una volta dentro il negozio, quasi sempre finiscono per acquistare almeno un capo». Singolare anche il caso di un grande magazzino di Perugia. «Ci è sembrato che abbiano "camuffato" i saldi con delle offerte», aggiunge Falcinelli. «Ieri abbiamo trovato cesti di magliette, da donna a 5, 7 e 10 euro; altri capi a 15 con la tendenza a praticare tali cifre. Ora se una t-shirt costa 4,90 oggi, pensiamo che sabato avrà lo stesso prezzo quindi anche in questo caso si tratta di saldi anticipati a tutti gli effetti». In un altro negozio, moda causal griffata, gli sconti sono partiti da giorni e con percentuali vicine al 40. «Abilmente "interogato" – spiegano dal Codacons – il commesso ci ha confidato che da giorni stanno applicando lo sconto, tanto che non si ricordava che i saldi sarebbero partiti sabato». Tornando alle previsioni, per Telefonoblu la spesa media pro-capite sarà di 130 euro ma l’associazione "boccia" la formula: «I saldi servono solo a limitare le vendite promozionali precedenti e a fare cassa nei momenti difficili». Secondo Contribuenti.it, la propensione a comprare rispetto al 2008 è cresciuta dello 0,9% ma almeno 3 persone su 4 sono disposte ad acquistare a patto di vedere sconti veri over 50%. «Per questo è necessario incentivare gli acquisti evitando inganni e frodi». Il rischio maggiore è avere a che fare con false occasioni per questo tutte le associazioni invitano a controllare l’etichetta per verificare, ad esempio, il luogo di fabbricazione. «Il marchio italiano – avvertono da Contribuenti.it – a volte può nascondere una produzione straniera di bassa qualità». A proposito di inganni, l’Adoc ha varato un vero e proprio vademecum anti truffa annunciando controlli. «Manderemo i nostri sceriffi a monitorare i prezzi dei prodotti a saldo – fa sapere Garofalo – per capire se i listini vengono gonfiati prima dei saldi e sei i prodotti sono effettivamente scontati rispetto al prezzo originale. In caso di presenza dello stesso prodotto dopo i saldi, valuteremo anche l’eventuale differenza».
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