3 Luglio 2009

Turisti in coda per i saldi Il paradiso è a Milano

Da domani per sessanta giorni la festa dei ribassi: che è già cominciata con i «pre-sconti»

 Qui si spende il doppio rispetto al resto d’Italia È un fatto: neppure la moda finanziariamente è un’isola felice, ma i saldi d’estate a Milano che partono ufficialmente domani e proseguiranno per 60 giorni restano un evento capace di mettere in coda gli italiani e spostare il turismo. Ne sanno qualcosa i direttori degli hotel a cinque stelle delle vie del lusso, che a luglio vedono impennarsi le prenotazioni proprio grazie alle vendite scontate. I saldi restano una boccata di ossigeno sotto forma di liquidità per le griffe che, per compensare negozi costosissimi rimasti improvvisamente vuoti custoditi da commessi dall’aria smarrita, hanno lasciato da parte ogni indugio e hanno chiamato uno per uno i loro clienti per invitarli a un pre-sconto speciale su tutta la collezione.  Risultato: secondo il Codacons, nelle grandi città, il 75% dei commercianti ha applicato sconti anticipati. E così sono rimaste un po’ deluse le due fedeli clienti del Park Hyatt in Galleria Vittorio Emanuele arrivate appositamente da Hong Kong. Ieri sera si sono presentate piene di pacchetti dal direttore Claudio Ceccherelli protestando: «Molto era già stato venduto. Nei negozi ci chiedevano: ‘Perché siete arrivate così tardi?’. Ma i saldi non dovrebbero iniziare domani? ». Da Prada in Galleria, sandali da oltre 300 euro si comprano al 50 per cento di sconto già da inizio giugno. Gli effetti del presaldo? «Gli acquisti multipli ». E alla fine i conti cominciano a tornare. «Ma il saldo è un rito e c’è chi all’euforia del primo giorno con le code d’attesa fuori dai negozi non vuole rinunciare», assicura Danilo Miceli da Celine, lussuoso marchio del gruppo LVMH, che da domani vende a metà prezzo tutta la merce estiva scomparsa dalle vetrine del Quadrilatero, dove tra cappotti e piumini in scenari da montagna sembra di stare a Cortina. Secondo la stima dell’Unione commercio, per i saldi estivi, i milanesi spenderanno 380 milioni di euro, con una spesa media per persona di 172 euro (413 a famiglia, quasi il doppio della media nazionale). Gli accessori sono sempre il must. Da Gucci la coda è un classico per assicurarsi una borsa di culto a metà prezzo. Sconto del 50% su completi e accessori anche da Dolce & Gabbana in corso Venezia che mette in fila gli uomini, «sempre più attenti al loro look», conferma Michele Cardinale, responsabile vendite. «Il suo consiglio? Costruire più stili partendo dai capi irrinunciabili: abito nero, jeans, camicia e t-shirt bianca e una polo, in rispolvero, pure portata con il papillon». Jean Paul Gaultier si augura che questa crisi rappresenti la fine degli eccessi. L’indicazione degli stilisti per lo stile (che ha sostituito la tendenza) è dunque un lusso in sordina, un certo rigore. Ma col saldo ci si può concedere qualche sfizio. Nello store di Ermenegildo Zegna, Francesco Carlucci propone il total look scontato (30%-40%): completo bianco in lino (da 990 a 594), camicia azzurra o ecru (da 150 a 105), mocassino scamosciato da 360 a 216 euro). Per le signore/ine da Philosophy Alberta Ferretti un vestito chic in cotone, da 200 euro scende a 120 (-40%), ma i saldi sono anche la sfida delle piccole cifre: con 20,93 euro si compra un vestito fiorito da H&M marchio svedese low cost. I turisti però vogliono il Made in Italy, conferma Vincenzo Finazzola, direttore dell’hotel Four Season di via del Gesù. La moda continua ad attrarre americani, italiani, russi (da Mosca): un po’ come il Cenacolo.

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