2 Luglio 2009

“Ecco il conto: 695 euro”

Pranzo delle beffe al ristorante dei vip Roma, menù salato per due turisti giapponesi

ROMA NON È LA PRIMA volta che «Il Passetto», noto ristorante frequentato da vip e politici a due passi da piazza Navona, si guadagna un posto in cronaca. Ma Franco Fioravanti, il gestore che lo ha rilevato nel 1991, giura di non aver «mai avuto problemi con i clienti», per il conto che qui può essere anche molto «salato». Stavolta, invece, contro di lui è scattata una denuncia per truffa ai danni di due fidanzati giapponesi in vacanza sotto il Cupolone: dopo aver consumato un pranzo completo, con vino e acqua, la coppia si è vista presentare un conto di 579,50 euro. Apriti cielo. E chiuditi serranda. In un primo momento i due turisti hanno pensato a un errore, ma i dubbi sono venuti meno quando sono tornati in possesso della carta di credito: sulla ricevuta risultava che al totale era stata addirittura aggiunta una mancia di 115,50 euro, prelevata senza la loro autorizzazione. Nonostante le proteste, il ristoratore rimaneva irremovibile: «Questi sono i prezzi». Così i due turisti hanno presentato una denuncia al commissariato Trevi-Campo Marzio. Gli agenti hanno compiuto i controlli nel ristorante ed è emerso che i prezzi applicati ai due giapponesi non corrispondevano a quelli del menu. Il commissariato ha anche richiesto i controlli sanitari da parte del Servizio igiene alimenti e nutrizione della Asl RmA. Risultato: l’immediata chiusura del «Passetto» locale frequentato in passato da Chaplin, Salvador Dalì, Grace Kelly e Ranieri per gravi carenze igienico-sanitarie, dopo che gli ispettori hanno riscontrato strutture inadeguate, ambienti sporchi e frigoriferi non funzionanti. «Non capisco. La coppia di turisti giapponesi, venuta qui venerdì scorso verso le 14, ha mangiato tutto quello che aveva ordinato dopo aver controllato i prezzi sul menu, poi ha pagato soddisfatta e ci ha salutato con il tradizionale inchino lasciando anche 115 euro di mancia», è la versione di Franco Fioravanti, il ristoratore denunciato. «I DUE TURISTI, di circa 40 anni, avevano ordinato due primi ha raccontato poi hanno scelto aragoste fresche, dodici ostriche, scampi, spigola, tartufo, funghi porcini, vini e frutta. Hanno mangiato tutto e lasciato i piatti vuoti. Prima di andare via la coppia ha anche fatto delle foto con i camerieri». La casistica di questi «incidenti» nella Capitale è ricca. E le reazioni all’ultimo episodio non si sono fatte attendere.  «La punizione al ristoratore scorretto deve essere esemplare e al sindaco Alemanno chiediamo di disporre controlli in borghese nei bar e ristoranti», tuona il Codacons. L’Adoc, un’altra associazione per la difesa dei consumatori, preannuncia che si costituirà parte civile nel procedimento penale innescato dal «caso Passetto». La presa di posizione del sindaco di Roma Alemanno non si è fatta attendere: «Per quanto mi riguarda questo ristorante non deve più aprire, la licenza va revocata. Le truffe vanno smascherate e punite con fermezza».
 

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