30 Giugno 2009

Inflazione ai minimi da oltre 40 anni

Sulla base dei dati pervenuti, l’Istituto nazionale di statistica – l’Istat – stima che l’indice nazionale dei prezzi al consumo per l’intera collettività (NIC), relativo al mese di giugno 2009, presenti una variazione di più 0,1% rispetto al mese di maggio 2009 e una variazione di più 0,5% rispetto allo stesso mese dell’anno precedente. In base alla stima provvisoria ‘ dice ancora Istat -, l’indice armonizzato dei prezzi al consumo (IPCA) registra nel mese di giugno una variazione di più 0,2% rispetto al mese precedente e una variazione di più 0,6% rispetto allo stesso mese dell’anno precedente. Sulla base dei dati finora pervenuti, gli aumenti su base mensile più significativi dell’indice per l’intera collettività si sono verificati per i capitoli Trasporti (più 0,9%) e Ricreazione, spettacoli e cultura (più 0,6%); variazioni nulle si sono registrate nei capitoli Bevande alcoliche e tabacchi e Istruzione. Variazioni negative si sono verificate nei capitoli Comunicazioni (meno 1,2%), Servizi sanitari e spese per la salute (meno 0,5%), Prodotti alimentarie e bevande analcoliche e Servizi ricettivi e di ristorazione (meno 0,1% per entrambi). Gli incrementi annuali più elevati si sono registrati nei capitoli Bevande alcoliche e tabacchi (più 4,9%), Altri beni e servizi (più 2,4%) e Istruzione (più 2,1%). Variazioni tendenziali negative si sono verificate nei capitoli Trasporti (meno 4,0%), Comunicazioni (meno 0,9%) e Abitazione, acqua, elettricità e combustibili (meno 0,1%). Dati che dovrebbero aprire spiragli alle tasche delle famiglie, ma le associazioni dei consumatori sono poco ottimiste.  Per il Codacons, ad esempio, il calo registrato è troppo basso, considerata la flessione dei consumi che si sta registrando. ‘Se i prezzi non registrano una sterzata ed una inversione di tendenza nemmeno a fronte della grave recessione in atto, per il futuro non ci possiamo attendere nulla di positivo. Che succederà ai prezzi quando ci sarà la tanto auspicata ripresa economica”, si chiedono all’associazione. Un dubbio confermato anche dal fatto che in altri paesi di peso dell’Europa è stata registrata una flessione dei prezzi e non solo un aumento contenuto.  A puro titolo di esempio il Codacons ricorda di aver calcolato come, alla voce alimentari, anche ipotizzando prezzi fermi per tutto il 2009, ‘i soli aumenti registrati nel 2008 determinerebbero una stangata media di 300 euro a famiglia anche per quest’anno’.
 

 

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