26 Giugno 2009

Codacons: “Vite umane a rischio”

Paura in piazza della Maddalena «Soccorsi ostacolati dai tavolini»  Dopo l’incendio, nodo dell’agibilità dei vicoli: colonnotti, un intralcio Corsetti: «Avevo dato l’allarme».  Codacons: «Vite umane a rischio»

Il giorno dopo si può davvero tirare un sospiro di sollievo: l’incendio nel palazzo, al centralissimo civico 6 di piazza della Maddalena, al Pantheon, resterà solo un bruttissimo ricordo per i proprietari degli appartamenti più colpiti. Ma nessuno dei condomini dello storico palazzo del ‘500 è rimasto ferito, ha riportato traumi, c’è stato solo qualche lieve intossicazione. E allora il giorno dopo inevitabili scoppiano le polemiche sui soccorsi, e non certo per colpa dei vigili del fuoco e delle altre forze dell’ordine che invece si sono segnalate per la tempestività e per l’efficacia, ma per le difficoltà di transito dentro l’isola pedonale transennata con colonnotti di marmo. Un impedimento che ha reso impossibile l’uso delle autoscale per portare via le persone rimaste imprigionate dentro i loro appartamenti, bloccati dal fuoco e dal fumo. E anche le stesse ambulanze sono rimaste parcheggiate a piazza del Pantheon, oltre non sono potute arrivare. «Proprio due giorni fa ho parlato delle mie preoccupazioni al comandante provinciale dei vigili del Fuoco, Gioacchino Giomi – spiega il presidente del Municipio, Orlando Corsetti – riguardo ai disagi che alcune occupazioni di suolo pubblico nel centro potrebbero creare ai mezzi di soccorso. Per questo gli ho proposto di creare da settembre un gruppo di lavoro congiunto di vigili urbani e vigili del fuoco per verificare la conformità delle occupazioni alle norme sulla sicurezza». In realtà nella notte tra mercoledì e giovedì quando una scintilla, probabilmente nata da un corto circuito di una chiostrina esterna, ha fatto da miccia al fuoco, il vero problema sono stati i colonnotti di marmo, posti per tutelare l’isola pedonale. È stato lo stesso comandante Giomi a spiegare ai condomini del palazzo le difficoltà del loro intervento. «La chiamata alla nostra centrale è arrivata intorno all’una – racconta – le operazioni di spegnimento sono durate fino alle quattro del mattino, il lavoro è stato complicato dai soffitti in legno, in particolare quelli del secondo piano che sono stati completamente distrutti. Non abbiamo potuto usare le scale per salvare le persone, perché a causa della tipologia della piazza è stato impossibile avvicinarsi». Nel palazzo c’è l’ufficio del senatore Cesare Cursi, responsabile Sanità nazionale per il Pdl, lui esce dal palazzo a mattina inoltrata, dopo essersi reso conto dei danni reali allo stabile. «Qualche giorno fa ho parlato con il presidente Corsetti – commenta – proprio della situazione delle isole pedonali nel centro storico. Sono sicuro che lui in collaborazione con l’amministrazione comunale farà il possibile per rendere più agibile l’accesso ai mezzi di sicurezza ». Per il presidente del I municipio la soluzione sono solo i colonnotti a scomparsa. «È l’unico modo per tutelare le isole pedonali – conclude – nel rispetto delle norme di sicurezza, ma bisogna che qualche operatore ( vigili del fuoco, urbani o altre forze dell’ordine), così come chiede il codice della strada, abbia la possibilità di farli scomparire in caso di necessità».  Ieri la difficoltà nei soccorsi ha provocato le reazioni del Codacons. «È inaudito che la presenza di tavolini possa in qualche modo ostacolare l’arrivo di ambulanze e altri mezzi – precisa il presidente Carlo Rienzi – I vigili del fuoco per entrare in piazza avrebbero dovuto abbattere due colonnette. Sollecitiamo la magistratura capitolina a fare chiarezza sull’episodio, in questo caso non ci sono state conseguenze gravi. Ma cosa sarebbe successo se vi fosse stata la necessità di soccorsi urgenti ed immediati per salvare vite umane?».
 

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