23 Giugno 2009

Deraglia un merci, l’Italia si spezza

Vagone pieno di acido trancia 4 km di binari e urta treno di pendolari

 
PRATO. Quattro chilometri di linea danneggiata, la circolazione bloccata per ore e poi ripresa a singhiozzo, passeggeri inferociti alle stazioni di Firenze, di Prato, di Bologna. E a conti fatti «è andata di lusso», come sospira un tecnico delle Ferrovie accanto ai binari. Sì, perché poteva avere conseguenze molto più tragiche il deragliamento di un treno merci avvenuto ieri all’alba all’altezza di Canneto, alle porte di Prato, sulla Direttissima Firenze-Bologna. Mentre un vagone cisterna pieno di acido fluoridrico scarrocciava sulla destra, sull’altro binario arrivava il regionale 11674 partito alle 5,01 da Prato e diretto a Bologna con un centinaio di persone a bordo. Il locomotore del regionale ha letteralmente "sverniciato" il treno merci e ha proseguito la corsa senza danni irreparabili. Si è poi fermato alla stazione di Vaiano, dove i passeggeri impauriti sono stati fatti scendere e trasbordati su un altro convoglio. Facile immaginare che cosa sarebbe successo se la cisterna si fosse trovata anche solo pochi centimetri più a destra. Ma passato il momento di panico, quello che resta è un binario aperto in due come una scatola di sardine. Per quattro lunghi chilometri, senza che il macchinista se ne accorgesse, il treno merci diretto a Prato ha tranciato migliaia di traversine in calcestruzzo, ora tutte da cambiare. Per alcune ore l’Italia è stata spezzata in due e non si sa quando la ferita sarà rimarginata. Le Ferrovie ieri sera calcolavano che la situazione dovrebbe tornare alla normalità entro stasera, ma è niente più che una professione di ottimismo. Quel tratto di ferrovia, cruciale per i collegamenti tra il Nord e il Sud, al momento funziona al 50% a senso alternato tra Prato e Vaiano e potrebbero passare tre o quattro giorni prima che torni pienamente a regime. Già ieri mattina è stata allertata una ditta specializzata che dovrà sostituire traversine e binari, dove occorre. Un operaio impegnato nella verifica dei binari stimava all’ora di pranzo che il treno speciale che fa questo tipo di riparazioni riesce a fare un chilometro al giorno, dunque il conto è presto fatto. Ieri mattina le Ferrovie hanno messo a disposizione dei viaggiatori 46 bus per collegare Bologna con Firenze e viceversa, ma già verso le 12 il servizio non è stato più necessario perché i treni hanno ricominciato a viaggiare a senso alternato sul binario accanto a quello danneggiato.  E mentre i Verdi, per bocca di Angelo Bonelli, chiedono chiarimenti al governo sullo stato delle Ferrovie, il Codacons invoca un risarcimento per i passeggeri. Le Ferrovie informano che chi ha rinunciato al viaggio ha diritto al rimborso. Per la paura, invece, non c’è prezzo.
 

Previous Next
Close
Test Caption
Test Description goes like this