L’industria non riesce ad alzare la testa: fatturato e ordinativi giù
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fonte:
- L`Unità
L’industria italiana non riesce a rialzare il capo, i dati diffusi dall’Istat sugli ordini e il fatturato di aprile dicono che annaspa nella crisi e che questa è tutt’altro che archiviata. Confrontate con quelle dello stesso mese dell’anno precedente, le cifre di aprile fanno tremare: crollano gli ordinativi a -32,2%, significa che in dodici mesi si sono ridotti di un terzo. La tendenza è confermata a livello congiunturale, cioè rispetto a marzo: il calo in un mese è stato del 3,7%. A livello tendenziale, cioè anno su anno, non va meglio per il fatturato che tra l’aprile 2008 e quello 2009 ha perso il 22,2% mentre si mantiene stabile rispetto a marzo 2009, in questo caso la variazione è infatti pari allo zero dopo nove cali consecutivi. Sempre tra marzo e aprile si registra poi un +1,1% per il fatturato nazionale. Procedendo per settori, quello dell’auto ha una buona performance a livello nazionale, in un anno gli ordini interni sono infatti cresciuti del 4,6% e sono perlopiù dovuti agli incentivi all’acquisto. Il rialzo nazionale non può tuttavia nulla contro la debacle registrata dagli ordini che provengono dall’estero: segnano -44,5% e portano la media a -20,2% su base annua mentre il fatturato segna una flessione complessiva del 31,1%. IL GOVERNO È OTTIMISTA «Il calo è il fondo della crisi. Sono fiducioso che la risalita sia già iniziata, come conferma il dato positivo sugli ordinativi nazionali di auto a più 4,6% sul 2008», afferma il ministro Claudio Scajola. Non è d’accordo Stefano Fassina, responsabile finanza pubblica del Pd, e non solo perché gli incentivi auto finiranno. «Il peggio deve ancora arrivare, in particolare in termine di aumento dei disoccupati», sostiene. Di qui la richiesta che il Dpef «riveda la manovra restrittiva del luglio scorso, ripristini la lotta all’evasione fiscale ed escluda ogni ipotesi di scudo fiscale, in realtà un immorale condono a buon mercato per i ricchi». Altra cosa da fare, «è sostenere la domanda interna, il reddito dei disoccupati e il credito per le micro e piccole imprese». Il Codacons spinge invece sulle liberalizzazioni, che andrebbero fatte, «mentre il governo – denuncia – va nella direzione opposta». Del resto, le dichiarazioni di Scajola trasudano ottimismo. Mentre il suo collega all’Economia, Giulio Tremonti, si limita ad affermare che «con i mezzi a disposizione abbiamo fatto le cose che potevamo fare e nel modo più giusto possibile». Tutto qui. Ordinativi e fatturato nell’industria ancora a picco, dicono che la ripresa è lontana e che i disoccupati aumenteranno. Il Pd chiede misure già nel Dpef e i consumatori reclamano liberalizzazioni. Ma il governo è ottimista.
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