Incognita aumenti sui premi
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fonte:
- Il Sole 24 Ore
Sull’utilità del Preventivatore online concordano anche le imprese del ramo Rca, in prima linea con l’Isvap nella realizzazione del nuovo sistema. «Si tratta di uno strumento in grado di orientare l’utente – osserva Vittorio Verdone, direttore auto distribuzione, consumatori e servizi informatici di Ania – in quanto mette a confronto i "listini" Rca. Certo che successivamente è necessario verificare, presso la compagnia, le condizioni di contratto, dalle esclusioni alla rivalsa, dal massimale alla franchigia ». Il prezzo individuato può infatti variare molto in funzione dell’elevato grado di flessibilitàe della politica "scontistica" adottata da ciascuna impresa. E se il cliente si sta abituando a vagliare le diverse offerte, alcune nuove e recenti norme nella disciplina della Rca ora favoriscono qualche ulteriore risparmio in fase di stipula dei contratti. Tanto che la raccolta Rca – stando ai più recenti dati Isvap – è scesa del 3,3% nel 2008 e di un altro 5,2% nel primo trimestre 2009, mentre il prezzo medio della Rca al netto dell’inflazione, secondo i dati Ania illustrati dal presidente Fabio Cerchiai all’audizione al Senato di fine maggio, negli ultimi quattro anni sarebbe diminuito del 16 per cento. «Ma al calo di raccolta e prezzi – osserva Verdone – non ha corrisposto una discesa sul versante dei costi di gestione e dei sinistri. Anzi, si registra un aumento della quota degli importi dei sinistri con danni alle persone, ormai arrivata al 67 per cento». Se al problema sinistri (la cui frequenza in Italia è tra le più elevate della Ue, 8,6% contro una media del 7%) si aggiungono le frodi e le speculazioni sulle richieste di risarcimento danni (soprattutto in alcune aree del Paese), è difficile – sottolineano dal fronte imprese – che nei prossimi mesi i prezzi delle coperture Rca continuino a scendere e sarebbe già un buon risultato se restassero fermi. La progressiva riduzione dei prezzi non è, ovviamente, riconosciuta dalle principali associazioni dei consumatori: per Federconsumatori e Adusbef nel 2008 i premi Rca sono cresciuti del 4-5%, per il Codacons di quasi il 150% negli ultimi dieci anni, mentre altre sigle, come l’Adoc, evidenziano le penalizzazioni tariffarie per alcuni categorie di conducenti, come i giovani o gli over 50. Se sugli aumenti 2009 la partita resta tutta da giocare, qualche decina di euro in più è comunque da mettere in conto almeno a partire dal prossimo 11 dicembre, quando il massimale minimo per l’assicurazione Rca sarà per legge portato dagli attuali 774.685,35 euro per sinistro a tre milioni di euro (0,5 per danni a cose e 2,5 per danni a persone) per poi salire ulteriormente a 6 milioni entro l’11 giugno 2012. Un adeguamento –imposto dalla Quinta direttiva auto recepita in Italia dal Dlgs 198/07 – volto a uniformare la disciplina dell’assicurazione Rca su tutto il territorio comunitario. «Già diversi contratti però prevedono massimali più alti – osserva Verdone – e in ogni caso molte compagnie includono l’adeguamento negli attuali contratti. Se si considerano i dati riferiti al 2007, meno di un cliente su quattro (il 23%) è assicurato con la soglia minima, mentre il 25% è arrivato a 1,6 milioni e gli altri hanno raggiunto coperture ancora superiori. L’innalzamento per legge del massimale è importante per migliorare la protezione delle vittime di sinistri. Bisogna poi vedere quale sarà l’effetto "trascinamento" a livello giurisprudenziale, in particolare per quanto riguarda i sinistri riservati, e quali in seconda battuta potranno essere i riflessi sulle tariffe generali». Tariffe che, secondo Verdone, potrebbero presto risentire anche di due regole introdotte dalla Bersani (legge 40/07): da un lato l’inserimento del secondo veicolo nella classe migliore del primo posseduto dallo stesso nucleo familiare; dall’altro la mancata applicazione del malus nel caso di sinistro con concorso di colpa.Norme senz’altro più favorevoli all’assicurato (si pensi al neopatentato che può beneficiare della prima classe di merito raggiunta dal padre in anni di guida prudente, anziché pagare la più onerosa classe d’ingresso; o al responsabile di un incidente che si accorda per un concorso di colpa, evitando così di perdere due o più classi e di pagare una maggiorazione) e che hanno determinato un’accelerazione degli assicurati nella classi buone: in 1ª classe erano meno del 49% nel 2005-2006 e oltre il 55% nel 2008; in 14ª invece, sono passati dal 5 al 2 per cento. Alla lunga però –avverte Verdone – questa disciplina più favorevole potrebbe far sì che i costi (in termini di minori ricavi per le compagnie) dei benefici goduti da alcuni vengano spalmati sulla collettività degli assicurati, quindi anche su quei guidatori che la classe meritevole l’hanno conquistata sul campo.
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